ROMA IL DIRETTORE dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, si occupa di conservazione e promozione di Beni culturali da un quarantennio. Entrò a 29 anni nella Pubblica Amministrazione dopo una laurea specifica, assumendo - oltre che incarichi di vertice, ultimo deì quali a Firenze e in Toscana - anche un ruolo politico, come ministro nel governo Dini. Come ci si può difendere dalle orde di turisti sempre più maleducati, che oltre a compromettere il decoro delle città arrivano addirittura a deturpare i monumenti? «Basterebbe applicare nei loro riguardi le leggi esistenti. Ma prima ancora, bisognerebbe promuovere unazione di educazione al rispetto del patrimonio ricevuto dal passato; spiegare che le firme su palazzi e sculture, le carezze sui quadri e sugli affreschi, come pure ogni comportamento contrario alla pubblica decenza, non solo possono causare danni irreparabili, ma provocano fastidio e insofferenza nei turisti disciplinati». Problema dei problemi: i turisti ormai sono troppi, e perciò difficilmente controllabili. «Cè un dato che parla da sé. Posto come base il numero complessivo dei visitatori e deì turisti arrivati nella nostra penisola in 2500 anni, per intendersi tra la costruzione dei templi greci di Agrigento e il mussoliniano stadio dei marmi, soltanto per gli anni dal 1950 a oggi si deve parlare di un fattore 9, cioè quel numero va moltiplicato per 9. Un numero enorme, concentrato poi in alcuni mesi estivi: è praticamente impossibile controllarli tutti, non basterebbe un esercito. In alcuni luoghi specifici è possibile un contingentamento dei visitatori, una specie di numero chiuso, ma non lo si può fare dappertutto. Bisogna quindi confidare nelleducazione al rispetto». [.]