Partire dalla cultura per invertire la tendenza italiana al declino evidenziata dai dati contenuti nel Rapporto Federculture presentato due giorni fa. Federalismo e cooperazione tra pubblico e privato fanno parte della ricetta del ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi, in risposta alla preoccupazione espressa da quella che il ministro stesso ha definito come «il Parlamento della cultura italiana», l'assemblea dei soci di Civita che si è tenuta ieri a Roma, a palazzo Barberini. Di fronte alla richiesta formulata dall'assemblea di strumenti operativi, risorse e un nuovo assetto legislativo per fare della cultura uno strumento di rilancio economico del Paese, il ministro ha assicurato: «Mi batterò in Parlamento per cercare di controbilanciare gli effetti negativi sul settore dei beni culturali». «Esiste un problema risorse - ha aggiunto il ministro Bondi - che però non nasce oggi: ce lo portiamo dietro da decenni perché la classe politica tende a sottovalutare il ruolo della cultura nello sviluppo del Paese. Io, che fino a poco tempo fa svolgevo un'attività esclusiva politica, so bene di essere oggi alla guida di un ministero spesso considerato non di serie A». La soluzione al rilanciò risiede, per Bondi, nella cooperazione e nella gestione autonoma dei beni culturali, attraverso la collaborazione tra governo, enti locali e privati, fermo restando che «allo Stato spetta sempre la tutela del patrimonio culturale, così come sancisce la nostra Costituzione, e la formulazione dí indirizzi di politica culturale», ha sottolineato il ministro. E poi il federalismo, «che non deve essere vissuto come una minaccia o un rischio, sebbene possa esserlo in un Paese diviso in due; si può trovare - ha aggiunto Bondì - un modello di equilibrio che rispecchi lautonomia e la libertà municipale che ha creato la bellezza e le città darte ín Italia». E per promuovere il coinvolgimento dei privati, politiche di defiscalizzazione per chi voglia sostenere il settore dei beni culturali, interventi che, ha assicurato il ministro Bondi, «arriveranno entro questo o il prossimo anno». I tenti toccati dal ministro sono stati al centro dellassemblea dei soci dì Civita. II federalismo, «una delle grandi novità», secondo il presidente di Civita Antonio Maccanico, e «la necessità di un salto di qualità dal decentramento di funzioni ad una vera e propria autonomia di governo ineludibile», e la cooperazione tra pubblico e privato, ma anche la necessità di legare le mostre e i grandi eventi culturali al territorio, migliorando la ricettività, soprattutto nel Mezzogiorno, per stimolare un turismo di tipo culturale, e lurgenza di un piano di programmazione congiunto per le politiche turistiche e quelle culturali. Domani il ministro Bondi, sarà invece a Pompei per una visita agli scavi. Ad attenderlo ci saranno il commissario straordinario per gli scavi, il prefetto Renato Profili, e li soprntendenteperi beni archeologici, Pietro Guzzo. Il ministro comincerà il sopralluogo a Pompei alle 14 per poi presiedere una riunione tecnica con il commissario straordinario presso lAntiquariunn.