ROMA Da una parte la promessa che i finanziamenti ad Arcus, la Spa per la cultura del ministero dei Beni culturali e di quello delle Infrastrutture, non saranno più distribuiti a pioggia: i 40 milioni per il2oo8 saranno divisi a metà tra interventi su musei e siti archeologici e i restauri. Dallaltra, la preoccupazione per i continui tagli e limpegno di darsi da fare in Parlamento per recuperare il perduto. Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ieri ha spiegato i propri obiettivi allassemblea di Civita, lassociazione che da 20 anni opera in campo culturale e di cui si dice pronto a sposare alcune proposte. Come quella della leva fiscale per incentivare gli investimenti privati. Proposta avanzata da Gianfranco Imperatori, segretario generale di Civita, che ha inoltre insistito sulla necessità di fare in modo che la cultura sia fattore di sviluppo. In tal senso - ha affermato Imperatori - diventa urgente un piano, elaborato dallo Stato in accordo con le Regioni, per la promozione turistica e culturale, «che permetta a turismo e cultura di non essere più "separati in casa", ma di trovare quella collaborazione che consenta al nostro turismo di recuperare quote di mercato». Quello turistico è, infatti, un giro daffari che a livello mondiale fattura 8 miliardi di dollari, destinati a raddoppiare nel prossimo decennio. E che riserva una quota importante allofferta culturale, in crescita anche qui da noi, ma senza che il Paese - ha spiegato Imperatori sappia accompagnarla con «un sistema di ricettività diffusa». Non sappiamo ripetere esperienze di successo straniere come quella di Bilbao, di Manchester, di Denver, dove la cultura è stata il fulcro del rilancio di quei centri. A Londra, per esempio, «si stima - ha affermato Imperatori - che nel 2014 le attività legate alleconomia della conoscenza rappresenteranno il 60 del sistema economico globale della città, con oltre 3 milioni di occupati». Analisi che ha trovato daccordo Bondi, il quale ha poi ribadito le proprie intenzioni davanti al Consiglio superiore dei beni culturali, ancora presieduto, dopo le polemiche della scorsa settimana e la rinnovata fiducia del ministro, da Salvatore Settis. In quella sede, Bondi ha affermato che se lItalia non investe sulla cultura è destinata a non avere un futuro.