GESTIONI, rapporto pubblico-privato e turismo. Sono questi i tre punti su cui è stata incentrata lassemblea annuale dellassociazione Civita, ieri a Roma, a Palazzo Barberini. Presenti all assemblea il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, il presidente dellassociazione di Casse di Risparmio Giuseppe Guzzetti e il segretario generale di Civita Gianfranco Imperatori. «Civita ha fatto impresa lavorando in oltre 60 musei e siti archeologici - ha detto Imperatori -, grazie a circa 170 imprese che ci supportano. Siamo convinti che privati, partecipando a procedure di evidenza pubblica, possano contribuire alla migliore gestione di musei e aree archeologiche». «E come se stessi davanti a un parlamento dei beni culturali - ha detto il ministro Bondi -. Civita è stata la prima che ha posto il problema della cultura come leva per lo sviluppo». Valorizzazione economica e valorizzazione culturale, secondo quanto è emerso dallassemblea, devono procedere insieme perchè luna in funzione dellaltra. «Circa un terzo delle erogazioni delle fondazioni bancarie va al settore arte e beni culturali, come investimento per il futuro», ha aggiunto Guzzetti. Per la cultura «le risorse sono poche, bisogna fare delle scelte», ha detto nel suo intervento il ministro Sandro Bondi. «Si dovrebbe limitare luso deficiente delle risorse, spendendole male o per niente - ha spiegato il ministro - Lunica cosa da fare è destinare quei fondi, anche se pochi, a progetti qualificati. Intanto, la cultura non deve essere sottovalutata come mezzo di rilancio economico, neanche dalla classe dirigente politica». Restando in termini di economia della cultura, Bondi ha aggiunto: «Lunica soluzione è la cooperazione tra pubblico e privato, senza antagonismi. Penso anche a una defiscalizzazione dei sostegni che provengono dai privati». Come esempio di collaborazione tra pubblico e privato, il ministro ha detto: «Civita sta lavorando a un piano dinnovazione tecnologica per i musei italiani, è possibile una collaborazione. Intanto il ministero - ha ricordato - sta pensando ad un piano nazionale perla valorizzarione dei quasi 4000 musei italiani».