Sembra che il Forte esiga le sue vittime. E sembra che da ogni volo mortale nel buio dei bastioni, nessuno impari nulla. Né gli addetti alla sorveglianza, né il Comune, né i cittadini di Firenze. Veronica festeggiava il suo compleanno e si era allontanata dai tavoli forse per raggiungere il fidanzato. Non lha salvata nemmeno il monito di un guardiano "stai attenta, cè il vuoto". E precipitata di sotto, senza un grido, senza sapere perché. Come Luca Raso, due anni fa, quel ragazzo romano che finì la sua vita nello stesso modo, nello stesso posto, nelle stesse ore notturne. Cera poca luce? Il magistrato ha rinviato a giudizio per omicidio colposo il responsabile dei vigilantes dellepoca. Sembra che i piccoli cartelli di avviso mercoledì sera fossero illuminati come due anni fa, poco. Vedranno gli inquirenti: il caso è registrato come incidente. Possibile che Veronica, fiorentina e amante dellarte, non sapesse niente di quel trabocchetto? Lungo il camminamento, da una parte cè il prato, dallaltra cespugli. Ma non sono cespugli, sono le cime degli alberi che trasformano il vuoto (a mezzanotte) in un altro possibile prato. Il Comune ha disposto la chiusura del Forte. Una morte accidentale, quella di Luca, può essere solo accidentale. Due morti con la stessa dinamica dimostrano che il Forte è a rischio di vita. Perché quel buco è rimasto un buco che sembra un prato? Non era possibile collocare delle reti protettive come hanno fatto a Perugia? Erano sufficienti le transenne che ostruivano il camminamento ma niente dicevano del pericolo oltre il muro o serviva una protezione ben più sicura? Delegare la sicurezza ad una cooperativa di vigilantes (la convenzione è firmata dal Comune) fino a che punto autorizzava Comune e Soprintendenza a non intervenire su quellangolo dei bastioni? Un ragazzo e una giovane donna sono morti. Firenze ne esce impressionata e colpita per linsensatezza di questi destini tragici. Sullimmagine di Firenze ci sono due sfregi incomprensibili.