Nessun intervento strutturale sulla sicurezza: tutto è delegato ad una coooperativa di vigilantes Oltre il camminamento, di notte, gli alberi danno lidea di un prato Il primo campanello dallarme nellestate 2003: il Forte era stato riaperto da poco al pubblico delle serate, un cane precipitò e morì. Il 3 settembre 2006 la tragedia colpì una famiglia romana: a cadere nel vuoto e a perdere la vita fu Luca Raso, 20 anni, che era Firenze con due amici. Oggi Veronica Locatelli, 37 anni, fiorentina, stessa incredibile e terribile fine. La questione sicurezza, già posta con forza in passato, diventa adesso ineludibile questione di civiltà. Il problema sicurezza, al Forte, è delicatissimo. La protezione delle persone incontra un limite nel fatto che la struttura è di pregio storico e come tale non può subire interventi strutturali che in qualche modo ne alterino il profilo. Niente reti di protezione e niente recinzione che siano fissate alle mura. E un limite che soffrono, e pagano in termini di diminuita sicurezza, altre strutture del genere. Le mura di Lucca, ad esempio, dalla quali sono frequentissime le cadute mortali. A questo limite, per quanto riguarda il Forte, si è finora ovviato con il piano di sicurezza. Se ne fa carico chi ha in gestione la struttura per le serate, nel 2006 era lassociazione del Teatro Puccini e adesso lassociazione di archeologia. La stesura del piano viene in realtà affidata ad una società specializzata, il gestore lo fa proprio e lo firma, il Comune lo approva e lo adotta. In più, svolgendosi al Forte degli spettacoli, la struttura viene dichiara idonea dalla commissione prefettizia sui pubblici spettacoli. Ebbene, il piano di sicurezza del Forte prevedeva e prevede lapposizione allingresso di cartelli che ammoniscono sui pericoli dellarea, puntualmente segnalati su altri cartelli fissati ai muretti ai margini dei camminamenti: invitano a «non sporgersi dai bastioni» e a «non sedersi sui parapetti». I cartelli apposti sui bastioni devono essere illuminati da specifici fari. Il piano sicurezza prevede poi la vigilanza nei pressi dei bastioni da parte di almeno sei addetti. E una illuminazione adeguata. Proprio questo è il punto nevralgico. Tra un bastione e laltro cè il vuoto. Da quel vuoto sbuca però la vegetazione che sale dalle pareti e dal giardino di Boboli. In certi casi sono veri e propri alberi che di giorno sembrano galleggiare nel nulla. Questo, di notte, può ingannare se lilluminazione non è adeguata. Può indurre a pensare che tra un muretto e laltro dei bastioni non ci sia un precipizio di dieci metri ma il prato e le piante. Pare sia ciò che ha tradito sia Luca che Veronica, anche se la ricostruzione è controversa. Per il magistrato che ha chiesto un rinvio a giudizio per la morte di Luca Raso, lilluminazione poteva essere insufficiente almeno quella sera. Per la difesa che ha fatto un sopralluogo e un consulenza di parte, la luce cè ed è abbastanza. Comunque sia il Comune, che nel marzo 2007 ha speso gli ultimi 18.000 euro in cartellonistica e chiusura delle buche, ha deciso che così non si può andare avanti. Per ora il Forte resta chiuso. Ha detto lassessore Giovanni Gozzini: «Pensiamo ad una rete sospesa che chiuda il vuoto, che protegga eventuali cadute». Qualcosa di simile alla rete che tutela dalle cadute gli acrobati del circo.