Paestum. Illegittimo cambio di destinazione d'uso, interventi non autorizzati sulla pianta originaria del capannone, realizzazione di una copertura in eternit vietata dalla legge per la presenza di amianto. Il tutto in violazione alla legge 220 del '57 che tutela l'area archeologica di Paestum vietando qualsiasi intervento edilizio entro i mille metri dalle mura della città antica. Per il Museo dei Materiali Minimi d'arte contemporanea scattano così i sigilli, per Nuvola Lista (animatrice degli eventi insieme alla madre Cristina Di Geronimo, ma unica responsabile amministrativa) la denuncia. Il sequestro è stato eseguito dagli agenti della forestale di Foce Sele, diretti da Marta Santoro, e dai vigili urbani del Comune di Capaccio-Paestum. La stagione espositiva, dunque, si conclude bruscamente per uno dei centri d'arte più importanti del Sud proprio mentre si stava organizzando la presentazione del libro di Gillo Dorfles, «Horror pleni», e la proiezione del film biografico «Un secolo con Gillo Dorfles» in cartellone per venerdì 18 luglio. Da poco si era conclusa anche l'esposizione antologica «Opere su carta 1939-2005» di Carol Rama. Secondo gli inquirenti, l'ex capannone industriale di circa 400 metri quadrati che sorge in prossimità dell'area archeologica e contiene centinaia di opere di artisti contemporanei italiani e stranieri, sarebbe stato trasformato in museo senza avere tutte le autorizzazioni previste per legge. «La struttura, secondo i nostri rilievi - spiega la Santoro - avrebbe dovuto essere adibita solo a deposito, mentre invece era stata trasformata in museo e, sembrerebbe, a scopo di lucro visto che esiste un sito internet di riferimento. L'interno del capannone, invece, è stato diviso in vani, uffici e sale d'esposizione. Lavori, questi, eseguiti senza alcuna autorizzazione visto che la struttura era inagibile. Il tutto, inoltre, all'insaputa dei proprietari dell'immobile che lo hanno dato in affitto nel '96». Si difende dalle accuse Cristina Di Geronimo, moglie del fondatore Pietro Lista e tra le responsabili del Museo. «Hanno chiuso il museo per presunti lavori interni. Ma la struttura non è nostra e non possiamo sapere i cambiamenti avvenuti rispetto alla pianta originale. Non comprendiamo le ragioni d'urgenza che hanno portato al provvedimento di chiusura. La considerazione più immediata è che si tratti di un atto punitivo nei confronti di cittadini che hanno il demerito di occuparsi di etica, di estetica, di tutela dell'ambiente e che esprimono la propria opinione credendo nel valore più alto che è quello della libertà di espressione tutelata dalla costituzione italiana». Il Museo dei Materiali Minimi di Paestum nasce nel 1996: nei primi anni, fino al 2005, nel periodo estivo poteva usufruire delle due torri ancora intatte della città antica per le proprie esposizione. Ma, dopo la personale di Arnaldo Pomodoro, la Sovrintendenza non ha più rinnovato le autorizzazioni. I gestori assicurano comunque che le attività in programma andranno comunque avanti: si sta cercando una nuova sede.