Torinesi i restauratori di Tsarskoe Selo Esperienza e nuove tecnologie: così sapremo recuperare le preziose dorature e gli stucchi del palazzo della zarina Si parla torinese nelle splendide sale del Palazzo di Caterina, la reggia più amata dai russi, situata a Tsarskoe Selo, a mezzora da San Pietroburgo. Arrivano infatti dalla città della Mole, ma anche della reggia di Venaria, Carlo Enrico Terzano e Carla Alessandria, presidente e vicepresidente della Prorestauro, associazione che riunisce una cinquantina di aziende italiane specializzate in conservazione dei beni culturali. Sono una decina, con 15 operatori, quelle coinvolte ora in unavventura che è anche una scommessa. Condurre unindagine metodologica e una campionatura per indicare la strada al recupero degli apparati decorativi del palazzo, che dovrà essere pronto nel 2010 e per cui è previsto un investimento di sessanta milioni di euro. Una sorpresa per la presidente regionale Mercedes Bresso, nei giorni scorsi a San Pietroburgo in occasione del premio Grinzane Ermitage e in visita alla residenza della zarina, incontrare nelle sale progettate dallarchitetto barocco Bartolomeo Rastrelli (tra queste la celeberrima Sala dAmbra, trafugata dai nazisti, ricreata dopo 23 anni di lavoro e inaugurata nel 2003, per i 300 anni della fondazione di San Pietroburgo) alcuni restauratori conterranei. Ad accogliere lei e gli altri ospiti piemontesi, il vicedirettore della reggia Viktor Rosov, che ha organizzato un brindisi tra gli stucchi e le colonne degli sfarzosi saloni, ora barocchi e ora neoclassici, e inneggiato a una «collaborazione con gli italiani iniziata nel 700, ma che prosegue tuttora, tanto che ci siamo rivolti allamministrazione del Piemonte per avere una consulenza per i nostri restauri, e in particolare per la doratura delle decorazioni». «Perché è soprattutto questo il punto: in passato si esagerava con loro, per ostentare ricchezza e potere, poi si sono accorti anche i russi che quello sberluccichio è eccessivo ed è opportuno uniformarsi a standard estetici europei - dice Terzano, che ha lavorato e fatto pratica tra laltro nel cantiere di Venaria - La nostra idea è di proporre di patinare la foglia doro, per conferire un aspetto invecchiato, secondo criteri filologici». La posta in gioco è alta, tanto più che il presidente Putin, che stravede per la sua città natale, ha regalato già nel 2004 i lingotti doro necessari per la ridoratura delle decorazioni della reggia, uno dei punti più delicati dellintervento. Una storia con un futuro davanti quella dei restauratori torinesi (se il loro studio metodologico verrà approvato, avranno buone probabilità di vincere la gara dappalto per lesecuzione dei lavori) che ha preso il via solo due anni fa. «Nel 2006 siamo arrivati in Russia con un programma dellIce, lIstituto per il Commercio Estero, per partecipare al restauro della porta di pietra monumentale della Fortezza di Pietro e Paolo, il primo edificio importante costruito a San Pietroburgo - continua Terzano - Ci sono stati poi contatti con la soprintendente ai beni culturali della città, Vera Dementeva, che è venuta in Italia lo scorso ottobre e ha visitato la reggia di Venaria, accompagnata dal direttore dei lavori e collega Francesco Pernice». Le cose poi sono andate avanti, si è approdati a una convenzione tra la Prorestauro e lUnione dei Restauratori di San Pietroburgo, per ospitare presso le imprese italiane giovani russi. Sono previsti stage formativi, per facilitare i quali esiste limpegno dellAmbasciata dItalia a Mosca (un protocollo dintesa è stato invece siglato nei giorni scorsi tra Regione Piemonte e distretto di San Pietroburgo, per scambi nello stesso settore e in particolare tra i restauratori che lavorano per lErmitage e il Centro di Venaria). Risale allo scorso novembre il sopralluogo del presidente della Prorestauro e dei suoi collaboratori nella reggia di Tsarskoe Selo, per prendere contatti in vista dellaffidamento dello studio: «Abbiamo fatto presente che ci voleva unindagine di tipo scientifico, che loro hanno commissionato a una società di San Pietroburgo e a noi. È la prima volta per unimpresa italiana, ci hanno dato praticamente carta bianca, sono consapevoli di essere in questo settore più indietro di noi». Allarchitetto Carla Alessandria il compito di progettare lintervento di risanamento, in vista del ripristino e della resa estetica delledificio: «Si sta procedendo al momento al rilievo con scanner tridimensionale della reggia, anche qui in Russia iniziano ad arrivare le metodologie più avanzate, ma manca ancora la capacità di interpretare i dati. È un intervento questo in cui i russi credono molto, non tanto per la promozione turistica, che a loro interessa relativamente poco, quanto per la valorizzazione di un capitale culturale e di unidentità nazionale in cui larchitettura del 700 gioca un ruolo molto importante».
PIEMONTE - Da Venaria a San Pietroburgo per salvare la reggia di Caterina
Un gruppo di restauratori torinesi, affiliati all'associazione Prorestauro, è stato invitato a lavorare sul restauro del Palazzo di Caterina a Tsarskoe Selo, in Russia. L'intervento è previsto per il 2010 e prevede un investimento di 60 milioni di euro. I restauratori torinesi hanno proposto di utilizzare nuove tecnologie e metodologie per recuperare le preziose dorature e gli stucchi del palazzo. La presidente della Prorestauro, Carla Alessandria, ha spiegato che la loro idea è di patinare la foglia doro per conferire un aspetto invecchiato, secondo criteri filologici. Il presidente Putin ha già regalato i lingotti doro necessari per la ridoratura delle decorazioni della reggia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo