«Siamo la Cenerentola del centro storico, non si capisce perché la porta non rientri nei circuiti turistici». Questo il giudizio secco della cassiera dell'unico bar di Porta Maggiore, che senza peli sulla lingua denuncia lo stato di abbandono in cui è lasciata la piazza, crocevia di tram e punto nodale del traffico di superficie fra Casilina, Prenestina e centro cittadino: «Marciapiedi sconnessi, lampioni spenti da mesi sul lato della galleria che porta a San Lorenzo - dice la cassiera - eppure qui le strisce blu si pagano, anche se poi non c'è nessun controllo e ci hanno pure levato il permesso di mettere i tavolini fuori, un danno non dapoco per noi. Ma rispettiamo il divieto, anche se non controlla nessuno». Senza parlare dei senza fissa dimora, che dormono nelle aiuole lungo le Muta Aureliane e trovano rifugio fra le rovine del complesso archeologico. Di controlli in piazza ne servirebbero eccome. Nel palazzo del bar, dove si trova anche l'hotel, si segnala anche la presenza di un locale notturno, fonte di schiamazzi e risse mattutine. «Domenica mattina - dice un autista del tram davanti alle rovine monumentali - c'è stato il finimondo all'uscita del night, frequentato da sudamericani. Sono pure spuntati dei coltelli e poi tirano le bottiglie contro le auto parcheggiate». Fra le rovine dell'antica porta a doppia arcata, con affioramenti archeologici di rilievo ma ormai invasi da una folta vegetazione, al di là di una bassa ringhiera di ghisa montata dalla Soprintendenza comunale ai Beni archeologici, trovano asilo decine di senza tetto. «E poi i padroni dei cani non si fanno remore e li portano tranquillamente a fare i loro bisogni fra le rovine», aggiunge un passante. Ma è Lutto il perimetro lungo le mura Aureliane, con l'antico acquedotto romano, ad essere zeppo di cartoni e bottiglie di birra e alcolici vuoti, segno inequivocabile della presenza dei clochard. Insomma, fra cartacce e rifiuti di ogni tipo, all'ombra di Porta Maggiore c'è una sorta di ricovero a cielo aperto di disperati. «Altro che bivacchi, qui nel prato intorno alle Mura Aureliane dalla parte di San Lorenzo e della Prenestina, i senza tetto ci vivono indisturbati», dice il tabaccaio di Porta Maggiore, mostrando lo scivolo per disabili sul marciapiede di via Giolitti e i gradoni di cemento all'altro capo della strada. In via Giolitti, all'angolo con la piazza, spartitraffico in travertino non segnalati in mezzo alla strada, che con le rotaie del tram, sono un mix letale per gli scooteristi. «Il municipio non ha deleghe dirette sui senza fissa dimora -dice il presidente del centro storico Orlando Corsetti - ci attiveremo subito in Comune presso il V dipartimento Politiche sociali e per le aree verdi all'assessorato all'Ambiente e alla Sovrintendenza per la tutela archeologica». Un capitolo a parte merita la Basilica sotterranea di Porta Maggiore, sotto la ferrovia. Il tempietto è transennato da anni, non può essere aperto al pubblico perché i reperti hanno bisogno di un microclima controllato. «Ma spesso i turisti ci chiedono del tempietto, basterebbe uno schermo al plasma», dice il tabaccaio.
Roma - Porta Maggiore dimenticata rovine ricovero di senza tetto
La piazza di Porta Maggiore, nel centro storico di Roma, è in stato di abbandono. I marciapiedi sono sconnessi, gli lampioni sono spenti e ci sono molti rifiuti. La cassiera di un bar nella piazza lamenta che le strisce blu non vengono controllate e che ci sono molti senza tetto che dormono nelle aiuole lungo le Muta Aureliane. Un autista del tram descrive un incidente notturno con sudamericani che tiravano le bottiglie contro le auto parcheggiate. La piazza è anche un luogo di sosta per i senza tetto, che trovano asilo fra le rovine dell'antica porta a doppia arcata.
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