«II vincolo, cosiddetto "Galassini" aggiunge il primo cittadino di Toano non impedisce l'edificazione, ci mancherebbe solo questo, ma pone l'obbligo, per qualsiasi intervento edilizio venga effettuato (anche quelli più semplici, ad esempio la tinteggiatura di una abitazione), di ottenere l'autorizzazione paesaggistica, che va trasmessa alla Sovrintendenza del ministero dei Beni culturali a Bologna. Questo ente ha poi tempo sessanta giorni per emettere un parere sull'intervento che, se negativo, pone l'obbligo al cittadino di ripartire da capo con il disbrigo delle pratiche». «Il problema prosegue Lombardi è che questo vincolo interessa un buon 40 per cento del territorio comunale, comprendendo anche realtà molto importanti come Toano, Cavola, una parte di Vogno, Cerrè Marabino. Non ha senso che ad essere vincolate siano aree come quella di Cavola, che si trovano a 400 metri sul livello del mare, o centri di notevoli dimensioni, come il capoluogo per i cittadini del nostro Comune evidenzia il sindaco è già difficile vivere in montagna, lontani dai servizi principali. Se poi si è costretti a dovere adempiere a pratiche lunghe e onerose, allora si capisce i motivi per cui la montagna si spopola». «Nessuno mette in discussione l'elevato valore del nostro paesaggio, tantomeno l'amministrazione comunale che, da tempo, cerca di valorizzarlo. Un conto però sono gli sforzi profusi per rendere ancora più belli i nostri paesi, un altro discorso è portare i cittadini alla esasperazione. A inizio luglio conclude Lombardi abbiamo incontrato l'onorevole Marchi e dirigenti provinciali, chiedendo loro di attivare tutte le pratiche con la Regione e lo Stato per cercare di ottenere una revisione di tale vincolo. Pochi giorni dopo abbiamo incontrato i tecnici privati che operano nel toanese, per informarli dell'azione che abbiamo avviato e per chiedere e ottenere la loro massima collaborazione».