«Ci sono 40 milioni di euro da spendere voglio ritagliare la massima percentuale per i siti come Pompei». Il ministro ai Beni culturali Sandro Bondi è così intervenuto ieri durante la XV Assemblea generale di Federculture che si è svolta a Roma, nel Teatro Argentina. Il ministro non ha escluso l'utilizzo di risorse private, che saranno benvenute, ma che dovranno continuare ad affiancarsi al pubblico, cui spetta sempre, nella sostanza, la responsabilità e scientificità dei progetti culturali. «Sarò strumento a servizio di quanti, tutti insieme nell'interesse comune della cultura in Italia, vogliano servirsene» ha aggiunto il ministro, confermando che ci sono e ci saranno dei tagli, come in tantissimi altri comparti, ma che si adopererà «perché tutto quello che c'è da poter spendere, venga incanalato in due, tre grandi progetti al massimo, evitando la diffusione a pioggia delle risorse, economiche e non solo, com'è fatto dal precedente governo, che ha accontentato tutti, ma senza concludere nulla di concreto». Al primo posto del programma di Bondi vi è il compito di preservare quanto di artistico vi è in Italia potenziando musei e siti archeologici, evidentemente già esistenti, creando ad hoc un Dipartimento nuovo al Ministero che si occupi sostanzialmente solo di questo, con bando pubblico, esteso anche all'estero, per la ricerca di un manager che se ne faccia carico.