Rilanciare parchi archeologici e musei, creare una direzione generale che si occupi del sistema museale italiano e puntare sulle gestioni autonome del patrimonio storico e artistico nazionale. Questi, in sintesi, i tre nodi programmatici che il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, ha illustrato ieri durante la presentazione del V rapporto annuale di Federculture. I circa 40 milioni di euro previsti dalla prossima Finanziaria, assicura Bondi, non saranno distribuiti a pioggia, come accaduto in passato, ma saranno concentrati per rilanciare musei e parchi archeologici in Italia e all'estero. Oltre alla razionalizzazione dei fondi, Bondi ha annunciato la prossima creazione di una direzione generale per i musei e l'intenzione di individuare, previo concorso internazionale, una figura manageriale capace di coordinare un progetto di rilancio complessivo del sistema museale italiano. In un quadro politico che ha fatto del federalismo la sua parola d'ordine, Bondi ha inoltre assicurato che le gestioni autonome - Comuni, Province e Regioni in partnership con soggetti privati - saranno tutelate e rappresentano «lo strumento giusto» per far uscire dalla crisi il patrimonio culturale italiano e far fronte alla carenza di risorse che attanaglia il ministero. La riforma del Titolo V della Costituzione ha infatti attribuito alle Regioni potestà legislative in materia di valorizzazione del patrimonio culturale e ha permesso di disciplinare progressivamente il settore a livello locale. Con un investimento che in sei anni ha superato i tre miliardi di euro (490 milioni solo nel 2006), resta fondamentale anche l'apporto degli istituti di credito: «Ho già parlato con il presidente delle fondazioni bancarie e con i protagonisti delle imprese - ha detto il ministro -, mi hanno assicurato che se lo Stato farà una scelta qualificante, non faranno mancare la loro presenza». Il panorama dei donatori, nel settore culturale, è frammentato. Il 74 delle erogazioni liberali è concentrato al Nord, mentre al Centro-Sud va meno del 10, per un valore complessivo di poco superiore a 31 milioni. Secondo il presidente di Federculture, Giorgio Van Straten, è quindi necessario dar vita a un «piano strategico di sviluppo che integri tutte le forze in campo, a livello locale, e riorganizzi i servizi culturali rilanciando i territori». Nella stessa direzione anche la proposta di creare un «fondo rotativo per la progettualità» che permetta di valutare, in anticipo, la sostenibilità delle nuove opere dal punto di vista economico e sociale. Tra i frutti migliori della collaborazione tra Stato ed Enti locali, Van Straten individua la Fondazione del Museo egizio e della Reggia di Venaria a Torino, e la recente Fondazione Aquileia. Sebbene la situazione presentata dal rapporto non sia rosea, segnali positivi vengono dai cittadini: nel 2007 le famiglie italiane hanno speso in attività culturali 61,5 miliardi di euro, con un incremento del 2,3 rispetto all'anno precedente. In crescita anche il numero di visitatori nei luoghi della cultura: il rapporto Federculture fa registrare un aumento del 38 per musei e siti archeologici.
Beni Culturali - In tre mosse il rilancio del patrimonio
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, ha presentato il V rapporto annuale di Federculture, che propone tre nodi programmatici per il rilancio del sistema museale italiano. I 40 milioni di euro previsti dalla prossima Finanziaria saranno concentrati per rilanciare musei e parchi archeologici in Italia e all'estero. Bondi ha annunciato la creazione di una direzione generale per i musei e l'intenzione di individuare una figura manageriale capace di coordinare un progetto di rilancio complessivo del sistema museale italiano. La riforma del Titolo V della Costituzione ha attribuito alle Regioni potestà legislative in materia di valorizzazione del patrimonio culturale.
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