Fabio granata, assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia, punta sui nuovi assetti della Soprintendenza di Siracusa per "garantire il rilancio organizzativo e culturale della zona", tant'è che il "paino di restauro monumentale e di ricerca archeologica che caratterizzerà ta provincia aretusea nel 2004, potrà culminare in un nuovo riconosimento dell'Unesco". E' stato infatti firmato un protocollo d'intesa fra il ministero per le Attività culturali (nella persona del sottosegretario Nicola Bono), la Regione Sicilia (presente Fabio Granata), la Provincia Regionale di Siracusa e i Comuni del capoluogo di provincia, di Ferla e Sortino, allo scopo di definire la metodologia di redazione e attuazione del piano di gestione del sito «Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica», candidato per il 2004 all'ingresso nella prestigiosa «World Heritage List» dell'Unesco. Il sottosegretario Bono ha osservato che questo «è un risultato importante, che conclude la fase inaugurata il 4 marzo scorso - quando si è dato avvio al dossier per dare vita ad un sito archelologico che potrebbe rappresentare la più alta concentrazione di siti nel mondo». Il sottosegretario alle Attività culturali ha così ricordato alla stampa che «questo risultato si costruisce nel tempo» e che, inoltre, «nel panorama nazionale vi sono 48 siti in attesa e 37 iscritti» mentre in Sicilia «sono quattro quelli già iscritti». Basti pensare al riconoscimento ottenuto dalla Val di Noto e che a Siracusa Piazza Duomo è il «luogo sacro per eccellenza», capace di esprimere una continuità di vita sacrale e culturale dal ventesimo secolo a. C ad oggi. Per Fabio Granata «la provincia di Siracusa ha una perfetta consapevolezza della propria identità culturale ed è un segno dei tempi la "collaborazione" alla redazione della scheda da parte dell'Erg Petroli, a dimostrazione che lo sviluppo sostenibile in Sicilia passa dalla cultura e che questo stesso sviluppo sostenibile è il futuro della nostra provincia». L'assessore del governo Cuffaro ha poi annotato che «l'Unesco, già da Noto, ha richiesto il piano di gestione e proprio oggi con gli otto sindaci dei Comuni aderenti al progetto, si è celebrata ufficialmente la nascita del distretto culturale del Sud-Est» perché la politica attiva sui beni culturali non può più limitarsi «alla fase di custodia e tutela dei siti, ma deve accelerare sulla valorizzazione, elemento propulsore dello sviluppo sostenibile».