Positano. A pochi giorni dalla mostra-denuncia «Wild canyon» di Gianni Menichetti, l'ultimo custode del Vallone Porto, arriva una petizione popolare contro i lavori nell'oasi naturalistica, contestati dalle tre associazioni nazionali (Wwf, Legambiente e Italia Nostra) che sottolineano come la realizzazione delle briglie rischierebbe di determinare la riduzione o la scomparsa della spiaggia di Arienzo. Con la raccolta di firme, attivata da ieri in numerosi esercizi commerciali del paese e persino sul sito internet www.petizionionline.com (è possibile aderire on line), si chiede la revoca immediata in autotutela dell'aggiudicazione dei lavori nonché l'annullamento della gara d'appalto dei lavori nel Vallone Porto. A questo si aggiunge tra le richieste dei promotori della petizione, anche la revoca del bando di gara "per manifesta irregolarità oggettiva", l'annullamento in autotutela della delibera che approva il progetto di "lavori di sistemazione idraulico-forestale". Infine, il blocco immediato di qualsiasi procedura per il finanziamento dei lavori in oggetto relativi al Vallone Porto di Positano. Secondo le associazioni ambientaliste e il forum delle associazioni positanesi, tali opere stravolgerebbero irrimediabilmente il bacino del Vallone Porto che rappresenta nel suo insieme un "geotopo di impareggiabile valore paesaggistico e ambientale nel contesto geografico della Costiera Amalfitana". «Il Vallone Porto di Positano, oasi naturale di inestimabile valore, inserita nei siti di interesse comunitario (area Sic) - si legge nella petizione - rischia di essere stravolto per mezzo di progetti in corso di realizzazione da parte del Comune di Positano e della Comunità Montana». Infatti, sarebbero in via di attuazione "lavori di sistemazione idraulico-forestale per consentire la mitigazione delle situazioni di paventata pericolosità e dissesto legate ad eventi alluvionali". «Per fare ciò - proseguono gli ambientalisti - si vorrebbero realizzare briglie in cemento armato lunghe fino a 24 metri, ma anche la pavimentazione di un antico sentiero sterrato, un disboscamento lungo il letto del torrente e la costruzione di palizzate e gabbionate a contenimento delle scarpate». Le opere, così come previste dal progetto, secondo le associazioni sarebbero "una minaccia per le specie animali viventi nel vallone, che verranno eliminate per sempre". «L'intervento così come progettato, comporterà una modifica dello stato dei luoghi e delle caratteristiche vegetazionali e paesaggistiche - si denuncia - Inoltre le briglie, se realizzate, rischieranno di bloccare i detriti che il fiume porta verso la foce che contribuiscono a garantire il naturale ripascimento della spiaggia sottostante».
POSITANO Vallone Porto, sos degli ambientalisti
A pochi giorni dalla mostra-denuncia Wild canyon di Gianni Menichetti, una petizione popolare è stata lanciata contro i lavori nell'oasi naturalistica del Vallone Porto di Positano. Le tre associazioni nazionali (Wwf, Legambiente e Italia Nostra) hanno contestato la realizzazione delle briglie e delle opere di sistemazione idraulico-forestale, che sarebbero in via di attuazione. Le opere, previste dal progetto, includerebbero la pavimentazione di un antico sentiero, il disboscamento del letto del torrente e la costruzione di palizzate e gabbionate a contenimento delle scarpate.
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