Firenze 15 luglio 2008 - A oggi sono almeno 186 i milioni di euro disponibili, in Toscana, per investimenti nei beni culturali da qui al 2013: derivano da varie linee finanziarie, sia regionali che statali, e sono un centinaio in meno rispetto ai soldi disponibili nei sette anni precedenti (2000-2007). Le concrete modalità di ripartizione e di scelta dei progetti da finanziare sono state al centro di una riunione convocata a Firenze dall'assessore regionale alla Cultura Paolo Cocchi, che ha illustrato il progetto regionale "Investire in Cultura", un nuovo strumento appena varato dagli uffici regionali per utilizzare al meglio le risorse a disposizione, sui beni culturali, della Regione e quelle dei Comuni che compartecipano con risorse proprie. Il salone dell'Istituto degli Innocenti era affollato da sindaci, presidenti di Province e di Co! munità montane, assessori alla Cultura, dirigenti degli! Enti lo cali. «Abbiamo deciso di modificare radicalmente le procedure ha detto Cocchi e questo in base a una nostra specifica scelta politica: intendiamo andare verso un sistema che abbia forte capacità di coinvolgere le istituzioni e le comunità locali, con l'obiettivo di valorizzare e promuovere sempre meglio il nostro patrimonio culturale attraverso una gestione non solo più efficiente ed efficace ma anche capace di favorire sinergie con i comparti del turismo e del commercio». Rispetto alla normativa precedente, basata sul sistema dei bandi, le nuove modalità della programmazione regionale scelgono il sistema della concertazione. «Lavoreremo insieme alle dieci Province e al Circondario Empolese ha specificato Cocchi assegnando a ciascuno di questi livelli un "orizzonte finanziario" composto da risorse regionali proprie e fondi dello Stato assegnati alla Regione. Proporremo una su! ddivisione dei fondi e concerteremo, con Province e Circondario, gli interventi da finanziare». Si arriverà quindi a un "parco progetti" che saranno trasmessi agli uffici regionali della cultura cui spetterà il compito, in base ai criteri stabiliti dalla delibera regionale, di valutarli e di redigere una unica graduatoria regionale assegnando i finanziamenti fino all'esaurimento delle risorse disponibili. Cocchi ha anche fatto presente la volontà della Regione Toscana di ripetere un nuovo accordo triennale di Programma Quadro con lo Stato. Tornando alle cifre, su di esse ha aggiunto «incombe la spada di Damocle delle Finanziarie e dei tagli annunciati. Per adesso i toni usati dal Governo centrale sono quelli della rassicurazione e noi ne prendiamo atto, ma siamo comunque già costretti a muoverci in un contesto di forte riduzione di risorse rispetto al periodo precedente. Questo ha conclus! o Cocchi aumenta la nostra responsabilità e la ! necessit à di individuare canali procedurali scorrevoli ed efficaci, nonché progetti validi». Dei circa 186 milioni di euro a oggi disponibili, 40 sono già stati indirizzati a Firenze per il Parco della Musica. Le nuove procedure toscane di programmazione culturale stanno per partire. Per il primo biennio (2008-2009) sono in ballo i primi 34,5 milioni circa di euro (altri 48 circa sono già ipotizzati per il biennio successivo). L'occasione è servita all'assessore Cocchi anche per fare il punto sui finanziamenti assegnati dal 2000 al 2007 per investimenti nei beni culturali: 286 milioni di finanziamento regionale (per un costo complessivo di 507 milioni) sono serviti per 558 progetti
"INVESTIRE IN CULTURA" INVESTIMENTI CULTURALI? IN TOSCANA C'È UN CONCERTO
A Firenze, un'assemblea convocata dall'assessore regionale alla Cultura Paolo Cocchi ha discusso delle nuove procedure per finanziare gli investimenti nei beni culturali della Toscana. Il progetto "Investire in Cultura" prevede la concertazione tra la Regione e le Province e i Comuni per scegliere i progetti da finanziare. Le risorse disponibili sono di almeno 186 milioni di euro, con un ridotto budget rispetto ai sette anni precedenti. Le Province e i Comuni riceveranno un "orizzonte finanziario" con risorse regionali e fondi dello Stato. La Regione Toscana intende ripetere un accordo triennale di Programma Quadro con lo Stato. I progetti finanziati saranno valutati e assegnati una graduatoria regionale.
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