Il Piuss (piano integrato di sviluppo urbano sostenibile) ha lo scopo di rendere possibile la riorganizzazione dei grandi contenitori, riportando in città servizi, funzioni, residenza e attività. Facendo così da stimolo allo sviluppo. Rispetto alle città concorrenti, Lucca ha il vantaggio di essere proprietaria, attraverso il Comune, degli immobili da recuperare. Una circostanza che di fatto consente di destinare le risorse in danaro, di enti pubblici e privati, agli interventi sui beni. Il gruppo di lavoro del Comune è lavoro per definire le proposte per riattivare parti della città dove c'è o si è verificata carenza di funzioni, usi e destinazioni. A partire dalla zona sud-ovest. Nei grandi contenitori ci saranno pluralità di funzioni, pubbliche e private. Per un'ala della Manifattura, ad esempio, si parla della realizzazione di un grande auditorium, anche se le iniziative legate alla musica dovrebbero essere spalmate in tutto il centro. Nei piani c'è poi l'utilizzo a fini culturali di almeno parti del contenitore, un fine perseguibile se il Comune saprà dimostrare che gli investimenti potranno fruttare e dare realmente impulso allo sviluppo. Nel progetto di massima si punta inoltre a dare nuove risposte per scuole, servizi, uffici e funzioni, servizi al turismo, studi universitari e postuniversitari che dovrebbero interagire con la città attraverso la creazione di un vero e proprio campus. Un ruolo dovrebbero averlo anche i capitali privati. Il Comune riceve in continuazione proposte di gruppi disposti a realizzare - completamente a proprie spese - auditorium, cliniche, case di lusso per anziani, stadi e centri fitness. Sono arrivate anche due proposte che potrebbero riguardare l'ex cavallerizza di piazzale S. Donato o quella di via dei Bacchettoni, oggi utilizzata come palestra. L'interesse per il centro e l'immediata periferia è tangibile in tanti gruppi dell'edilizia privata. Il Comune dovrà cercare di contemperare la ricerca del business con i veri interessi della collettività. La cartina di tornasole si potrebbe avere con la proposta che sarà fatta per il mercato del Carmine. Il sindaco non ha dubbi sul fatto che debba tornare un polo di attrazione forte nel cuore del centro storico: «Ma è un luogo da raggiungere e frequentare nell'ambito di un percorso pedonale - aveva dichiarato Favilla nelle scorse settimana al Tirreno -. Per questo non ci convince la destinazione, proposta da alcuni, a centro agroalimentare. Attività come lo scarico e il carico di merci e casse non si addicono a quell'area. Noi pensiamo piuttosto ad una serie di funzioni che devono convivere: accanto ai banchi dell'ortofrutta, in ambienti riqualificati, ci dovrà essere spazio per la promozione di prodotti enogastronomici del territorio, per l'artigianato tipico, per altri tipi di commerci, per servizi e ristorazione, per attività e iniziative socializzanti. E riteniamo di recuperare alla vita del mercato anche la piazza, che deve essere liberata dalle auto per accogliere attività». M.I.