La storia. La Cascina di Tavola venne fatta costruire nel 1477 da Lorenzo il Magnifico come fattoria a complemento della villa di Poggio a Caiano disegnata da Sangallo. L'Agrifina.Trentuno ettari del parco pubblico delle Cascine di Tavola furono acquistati dalla società veneta Agrifina, proprietaria della medicea Cascina di Tavola, insieme a quattro immobili da rimettere. Nell'accordo col Comune anche il piano di recupero che consentiva la destinazione d'uso della Cascina a residenziale e ricettivo. Il 1 settembre 1998 veniva firmata la convenzione con la proprietà per l'esecuzione del piano di recupero e la cessione bonaria degli immobili. Il tutto per un totale di oltre 31 ettari di parco e tre fabbricati per una spesa complessiva di 3 miliardi e 833 milioni di lire. Gli interessamenti.In passato l'Università di Firenze, facoltà di Agraria, fu interessata all'acquisto, ma non se ne fece di nulla. Così come anche il Comune, per ragioni finanziarie, scartò l'idea di comprare la Cascina. Chiese però alla Soprintendenza che ponesse vincoli a tutela dell'immobile. Nel 1994 viene dichiarato di notevole interesse pubblico con decreto del ministero dei Beni culturali e ambientali. Mai messa in discussa però la destinaziona a residenziale o ricettiva. L'Arci Slow food auspicava che venisse trasformato in un centro agritustico. No agli appartamenti.Nel 2004 Legambiente e Italia Nostra (che in seguito presenteranno anche un esposto in procura) lanciano la battaglia contro il progetto presentato da Agrifina che prevede la creazione di appartamenti oltre che nelle scuderie anche nella Cascina. Il Comune ne impedirà il frazionamento.