Dedicò la vita a scavi e ricerche sulla Torino di Pietro Micca. E scoprì la scala dove morì leroe Una vita dedicata al museo e alla storia di Torino, la sua. Lemozione più forte, ricordava, era stata la scoperta, nel 58, del punto esatto in cui avvenne il sacrificio di Pietro Micca. Un altro rinvenimento importante fu il «cisternone», una grande vasca posta venti metri sottoterra, nei pressi della caserma Cernaia, che nel 500 serviva per gli approvvigionamenti dei militari. Voleva aprirlo alle visite, ma erano mancati i finanziamenti per proseguire i lavori, collegarlo alla Cittadella e annetterlo al "suo" museo. Non aveva mai cessato di portare avanti le sue battaglie, dalla difesa dellestremità di due gallerie, che rischiavano di essere compromesse dal nuovo passante ferroviario, alla salvaguardia della rete sotterranea "minacciata" dai lavori per la metropolitana prima e per la nuova stazione di Porta Susa poi. Nellottobre di due anni fa la sua ira fu incontenibile alla scoperta del crollo della copertura della galleria bassa della Mezzaluna del Soccorso, avvenuta a 100 metri dalla scala su cui Pietro Micca si era immolato. Unira legata al fatto che lui si era opposto, nonostante i pareri favorevoli della Soprintendenza, allarretramento di quella galleria per permettere il proseguimento dei lavori sotterranei per Porta Susa. Aveva preso carta e penna e scritto: «La galleria Capitale Alta della Mezzaluna del soccorso è lunica delle cinque originali conservata nella sua interezza, in tale galleria sono state esplose nel 1706 otto mine amiche di cui lultima resa celebre dal sacrificio di Pietro Micca. Lo smontaggio delle strutture della mezzaluna e il loro rimontaggio comporterebbe leliminazione degli antichi "fornelli" di testa, costituendo un gravissimo danno alla fisionomia monumentale della galleria, in favore di un parcheggio interrato». Non fu ascoltato, ma i fatti gli diedero ragione. Nel 2006 era toccato a lui il coordinamento delle attività per il tricentenario della vittoria nellAssedio del 1706. Si era occupato della mostra allinterno della Cittadella e delle celebrazioni. Per loccasione si erano create, con appassionati giunti in costume depoca da varie parti dEuropa, le simulazioni delle battaglie che avevano portato, complice larrivo di Eugenio di Savoia e la sagacia di Vittorio Amedeo II, ma anche il sacrificio del suo Pietro Micca, alla sconfitta dei Francesi.
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Un archeologo dedicò la sua vita allo studio della Torino di Pietro Micca. Scoprì il punto esatto del sacrificio del reo e un importante cisternone. Voleva aprire il cisternone al pubblico, ma non ebbe i finanziamenti. Continuò a difendere le sue cause, come la salvaguardia della rete sotterranea e la protezione della galleria della Mezzaluna del Soccorso. La sua ira fu incontenibile quando scoprì il crollo della copertura della galleria. L'archeologo si era opposto all'arretramento della galleria per permettere il proseguimento dei lavori sotterranei. La sua lotta non fu ascoltata, ma i fatti gli diedero ragione.
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