In quale epoca è vissuto lUomo di Altamura, il reperto scoperto nel 1993 nella grotta di Lamalunga? Nel suo habitat cerano palme o faggi? Elefanti o daini? A quindici anni dalla scoperta che mise a rumore lambiente internazionale degli studiosi, i misteri che circondano il fossile dello scheletro umano ben conservato sono ancora tanti e fitti. La scienza italiana e internazionale è al lavoro. Anzi, nuovamente al lavoro, dopo anni di stasi e buio. Grazie a un finanziamento di 300mila euro stanziato dal ministero per i Beni culturali, è stato messo a punto un programma di studio con un comitato scientifico che coinvolge specialisti come Carlo Peretto del Dipartimento di biologia ed evoluzione dellUniversità di Ferrara, Marcello Piperno dellUniversità La Sapienza di Roma, Guido Biscontin del Dipartimento di scienze ambientali dellUniversità Ca Foscari di Venezia. La svolta è stata presentata ieri, nella sala consiliare del comune di Altamura, dal direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, insieme al sindaco Mario Stacca, al soprintendente archeologo Giuseppe Andreassi e allassessore regionale ai Beni culturali, Domenico Lomelo. «LUomo di Altamura - spiega larchitetto Martines - sarà oggetto di studi e analisi molto sofisticati e complessi, di tipo fisico-chimico, paleontologico, paleobotanico, ai quali stanno già lavorando in équipe studiosi di importanti Università italiane, ma anche statunitensi e britanniche. Contiamo di avere i primi riscontri entro un anno, a cominciare dallaccertamento della datazione che ancora non si conosce». LUomo di Altamura è ritenuto un reperto di grande importanza, non solo perché si colloca nel periodo pre-neanderthaliano o neanderthaliano - sarà appunto la datazione ad accertarlo - ma perché è integro in tutte le sue parti: particolarità, questa, che, secondo gli studiosi, consentirà di effettuare una mappatura del dna. «Le ricerche appena avviate - aggiunge il direttore regionale dei Beni culturali - mirano anche a studiare lintero microclima della grotta dove le spoglie riposano e i fossili di fauna rinvenuti, fino ad arrivare a unanalisi approfondita delle concrezioni calcaree ed, eventualmente, allo studio dei residui di cibo». Una volta raccolti i dati scientifici, lo step successivo riguarderà la fruizione e la valorizzazione dellUomo, attraverso ricostruzioni virtuali e una ricostruzione scenotecnica della grotta da realizzare al Museo archeologico di Altamura. Nellimmediato, invece, si procederà a bonificare la grotta di Lamalunga da attrezzature, telecamere e pezzi di tecnologia da tempo fuori uso, che facevano parte del sistema di fruizione remota realizzato con il progetto "Sarastro".
PUGLIA - Svolta sullUomo di Altamura "Ricostruiremo letà e lhabitat"
Il reperto di Altamura, scoperto nel 1993, è un fossile umano ben conservato che è stato oggetto di studio per 15 anni. La scienza italiana e internazionale ha ripreso il lavoro, grazie a un finanziamento di 300mila euro. Un comitato scientifico, composto da specialisti di diversi campi, ha iniziato a studiare il fossile con metodi sofisticati e complessi. La datazione del fossile è ancora sconosciuta, ma si ritiene che si tratti di un reperto pre-neanderthaliano o neanderthaliano. Il fossile è integro in tutte le sue parti, il che consentirà di effettuare una mappatura del dna.
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