0LTRE MILLEDUECENTO festival allanno per oltre nove milioni di spettatori. Bastano due semplici numeri per capire come il mondo della cultura sia un volano turistico-economico di primissimo piano. Toscana e Umbria, a questo proposito, ricoprono da sempre un ruolo di eccellenza in virtù anche di una proposta variegata di appuntamenti e di unofferta culturale e ambientale senza uguali. Tanta effervescenza propositiva fa a pugni, però, con altri numeri ed altre cifre molto meno confortanti: lItalia, ad esempio, investe solo lo 0,29 del Pil contro l1,5 della Germania e l1,0 della Francia con prospettive tuttaltro che incoraggianti dal momento che lo stesso ministro della cultura Bondi (e non solo lui) dovrà fare i conti con prossimi dolorosi tagli. E inevitabile allora guardare agli sponsor privati come nuovo riferimento per i grandi eventi culturali, dopo che finora sono state le Fondazioni bancarie a sopperire alla crescente difficoltà dinvestimenti da parte del settore pubblico. Negli Stati Uniti, del resto, il rapporto fra investimenti pubblici e privati negli anni si è ribaltato a favore di mecenati che hanno deciso di guardare al mondo della cultura con unattenzione che nel nostro paese è ancora tutta da costruire. La strada da fare non è breve nè semplice, ma certo dovrà essere percorsa fino infondo, grazie magari anche allintervento diretto dello stesso ministro Bondi che, per altro, su questo progetto Si è già dimostrato più che disponibile. Per rendere più facile una decisiva inversione di tendenza non è sufficiente però solo un patrimonio artistico o un cartellone culturale deccellenza: se si vorranno calamitare, comè giusto, nuovi investitori si dovrà mettere a loro disposizione parametri di valutazione certi e proposte di collaborazione concrete.