Demolizioni nel gioiello liberty Sigilli a Palazzo Onorato, stoppata la "ristrutturazione". Un'ala dell'edificio è stata totalmente ristrutturata ma abusivamente. Adesso ha i sigilli e i proprietari sono indagati. L'altra, la principale, cade a pezzi tra denunce, esposti e diffide. Senza che si riesca a far partire il cantiere per il restauro. Con il Comune che è insieme comproprietario ignavo e controllore distratto. Palazzo Onorato, costruzione dei primi del secolo scorso, inserito tra gli edifici liberty con affreschi di Salvatore Gregorietti cui si devono i decori del Teatro Massimo. L'edificio, un corpo a un piano con i magazzini sottostanti che dà su via Fonderia Oretea e lo stabile pnncipale su tre piani che invece dà su via Onorato è sottoposto a vincolo monumentale dal 1996. Il sequestro deciso dal gip Giacomo Montalbano, su richiesta del pm Fabrizio Vanorio è un primo risultato delle indagini svolte dal nucleo di tutela del patrimonio artistico della polizia municipale e riguarda l' intero corpo che si affaccia su via Fonderia Oretea. II proprietario e il figlio, discendenti della famiglia Onorato, hanno avuto notificato un avviso di garanzia. II primo, Stefano Candela di 59 anni nella qualità di comproprietario dell'edificio, il figlio Francesco, architetto di 31 anni nella doppia qualità di proprietario e di direttore dei lavori. Secondo gli accertamenti della polizia municipale i Candela avrebbero portato a compimento opere murarie che richiedevano il rilascio di una regolare concessione e non di una semplice autorizzazione. La ristrutturazione avrebbe cancellato intere parti dell'edificio, andando ben oltre il nulla osta richiesto alla Soprintendenza. In particolare sono stati demoliti gli originari soffitti a volta, sono stati dismessi i solai del primo piano, è stato demolita una parte di un muro portante. Altri interventi radicali sarebbero stati condotti all'interno dell'edificio con la sostituzione di un muro portante con un'architrave in ferro e la creazione di un lucernario con l'abolizione di una frazione del tetto. Non è stato possibile stabilire finora se le opere abusive preludessero a un successivo frazionamento dello stabile. La prima segnalazione che ave-va avviato l'indagine risale a 14 mesi fa quando, dopo le proteste di alcuni residenti, fu compiuto il primo sopralluogo dei poliziotti municipali cui seguì un accertamento dei tecnici del Comune che avevano concesso l'autorizzazione senza verificare poi il rispetto delle opere indicate. Un artifizio comune, questo, di frazionare gli interventi sottoponendoli a semplice autorizzazione per eludere le strettoie e i vincoli di una concessione. Nel carteggio riguardante via Fonderia Oretea è finito anche un via libera del Genio Civile giunto a un anno di distanza dall'avvio del cantiere. Alle spalle dell'edificio sigillato, su via Onorato 35 c'è invece il corpo principale del palazzo: tre piani per tre proprietari divisi su tutto. Principalmente sul pagamento delle quote per il rifacimento della facciata e delle parti comuni. Due dei tre proprietari sono discendenti a vario titolo della famiglia Onorato. Il terzo è il Comune. La ripartizione patrimonio acquistò l'intero secondo piano nel 1988 da uno degli eredi Onorato. La vendita avvenne dopo una ristrutturazione dell'appartamento che doveva, nelle intenzioni, essere adibito a scuola. Per un lungo periodo il Comune l'ha utilizzato come alloggio parcheggio per i senzatetto innescando le proteste degli altri condomini. Da maggio scorso, la casa è disabitata. I conflitti tra i proprietari sul riparto delle spese oltre a mandare in rovina buona parte dell'edificio, hanno procurato disagi perla fornitura dell'acqua sospesa per un lungo periodo. Tra gli inquilini c'è anche uno studio medico. Così l'agonia di questo palazzo storico si trascina stancamente dal 1992, data in cui fu compiuto il primo sopralluogo che accertò il pericolo di crolli di cornicioni e sottobalconi. Da allora, in un rimpallo di competenze, con in mezzo anche una diffida della Soprintendenza, nulla si è fatto. Il palazzo adesso è nelle mani di un amministratore giudiziario, mentre gli eredi Onorato si fronteggiano a colpi di ricorsi e denunce sulle responsabilità dell'incuria e sui ritardi nel versamento delle quote per gli interventi di restauro che vedono il Comune proprietario buon ultimo nei pagamenti. Nel 1996, dopo la tutela, per il palazzo è arrivato anche il vincolo ma il ponteggio messo a tutela dei passanti è ancora lì ad arrugginire. E a coprire la lapide che ricorda la storia di questo pezzo di città.
Sequestrato Palazzo Onorato
Palazzo Onorato, un edificio liberty a Palermo, è stato oggetto di demolizioni abusive. La struttura, costruita nel primo secolo scorso, è stata sottoposta a vincolo monumentale nel 1996. I proprietari, discendenti della famiglia Onorato, hanno avviato opere di ristrutturazione senza ottenere la concessione richiesta. La polizia municipale ha accertato che le opere abusive hanno cancellato intere parti dell'edificio, demolendo soffitti a volta, solai e muri portanti. Il Comune, insieme comproprietario, è stato criticato per la sua mancanza di controllo e per non aver verificato il rispetto delle opere indicate.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo