C'è un pubblico multicolore nella saletta comunale di Venturina per il dibattito su "Cave, paesaggio e parco". personaggi di sinistra, di centrodestra, ambientalisti, senza partito. Gente matura, ma anche diversi giovani, ma nessun amministratore locale. E dopo quelle di Zucconi qualche altra rivelazione. Parla Edoardo Zanchini, della segretaria nazionale di Legambinente che ha raccolto un suo dossier sulle cave nel territorio nazione. C'è anche quella di Campiglia, e fa non bella figura. «In Italia il giro d'affari che si muove sulle cave è di oltre 5 miliardi euro - dice - e nelle regioni del Sud è quasi tutto in mano alla mafia». Ma hanno fatto anche delle telefonate da Legambinte ai dirigenti della cava, fingendo di dove impiantare un'attività in zona, per sapere i prezzi dei materiali. «Dai 3 milioni di euro che le Cave di Campiglia pagano al Comune - sostiene Zanchini - si possono ricavare 150-180 milioni euro». Molti cittadini sono sconcertati da qual che hanno sentito e visto. Cosa fare? Qua e là balena l'idea di mandare tutto alla procura della Repubblica. In sala anche qualche personaggio più abituato a far politica nei partiti che nei Comitati. E subito Ilio Benifei, capogruppo di Sinistra democratica a Piombino, mette in evidenza che il presidente della "Cave di Campiglia" è un ex sindaco: «Possibile che questo non abbia influito nei rapporti?». Va dura sulla vicenda della autorizzazione del 2002, concessa con una semplice determina dirigenziale, anche Graziella Guglielmi, capogruppo della lista civica a Piombino. Ma Paolo Benesperi, ex sindaco di Piombino e per tre legislature assessore regionale, non ci sta a gettare la colpa sul dirigente che ha firmato. Ricorda i passaggi critici: il 1997, il 2000 e poi il 2002, gli stessi anni duranti i quali il Comune di Piombino e la regione erano impegnati a realizzare la piattaforma Tap, che oltre ad eliminare il problema delle scorie Lucchini, doveva servire a ridurre le estrazioni dalle colline campigliesi. «In quel contesto è avvenuto tutto questo - si chiede Benesperi - perché se è solo politico è un conto, ma se è di legittimità è un altro». Insomma, per Benesperi una situazione da combattere con tutti i mezzi, dalla politica al ricorso alla magistratura. In sala anche un altro ex sindaco, quello di Suvereto Rossano Pazzagli, che ha invece ricordato come nel 2002 si fosse aperta una discussione che si concluse con la firma dei un documento pubblico di tutti i sindaci della Val di Cornia che riconoscevano «che le cave costituivano un danno al paesaggio e che le concessioni dovevano andare a scadenza naturale. Ma Campiglia, non facendo sapere niente altri, prorogò la scadenza e raddoppiò l'escavazione». Duro anche l'attacco del segretario di Rifondazione comunista Alessandro Favilli, che ha voluto ricordare alcuni passaggi delle ultime vicende delle cave. L'ingresso di un ente pubblico (l'Asa) rappresentato dal consigliere ed ex sindaco di Campiglia e poi la nomina di quest'ultimo alla presidenza di Asiu, che controlla Tap, nata con lo scopo inertizzare e commercializzare le scorie acciaierie. «Un conflitto di interressi, visto che controllava due società, di cui una pubblica, che aveva il compito di ridurre l'attività di quella privata». Ma certo l'intervento più sentito è venuto dal venturinese doc, Coraldo Cavicchi, ultra ottantenne imprenditore edile. «Qualcosa c'è, qualcuno ha abusato. E' una vergogna scoperchiare Monte Calvi, la nostra vetta più alta, ricca di biodiversità. Se fossimo degli indiani avremmo messo su il nostro Dio. Fino a che vivo come cittadino sento quella vergogna e vorrei morire sapendo che a Monte Calvi non si scava più». G.P.
CAMPIGLIA.Dure accuse agli ex e agli attuali amministratori comunali di Campiglia
In una saletta comunale di Venturina, un dibattito su "Cave, paesaggio e parco" si è svolto con un pubblico multicolore. Edoardo Zanchini, della segretaria nazionale di Legambinente, ha presentato un dossier sulle cave nel territorio nazionale, rivelando che il giro d'affari sulle cave è di oltre 5 miliardi di euro e che le regioni del Sud sono quasi tutte in mano alla mafia. Zanchini ha anche rivelato che le Cave di Campiglia pagano al Comune di Piombino 3 milioni di euro, che si possono ricavare 150-180 milioni euro. Molti cittadini sono stati sconcertati da queste rivelazioni.
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