«Salvare la Colombaia» ora non è più un appello solitario. Ma un intento comune. Così anche «Salvalarte» approderà sull'isolotto dove sorge il complesso architettonico. L'iniziativa è di Legambiente, che promuove la manifestazione nell'ambito del progetto «I Fenici e il mare», e giovedì alle 10 al porto, proprio di fronte al Circolo Canottieri, sarà disponibile un catamarano per il trasporto dei cittadini che vorranno visitare la Colombaia. Il risveglio tanto auspicato sta, dunque, avvenendo. Prima con i 6.108 trapanesi che hanno apposto la propria firma per strappare alla decadenza e all'incuria delle istituzioni la «Signora del mare». Adesso con il coinvolgimento delle realtà ambientaliste e soprattutto degli amministratori. Portare il problema dell'immobile nei palazzi del potere era il suo scopo e sta riuscendo nell'intento l'Associazione Salviamo la Colombaia che attraverso il suo presidente Luigi Bruno ha il merito di avere accesso i riflettori sul monumento storico sopra il quale, ormai, erano calati il silenzio e il buio della dimenticanza. L'ultimo passo è stato quello di ottenere un incontro in Prefettura che si è rivelato fruttuoso. Riuniti ad uno stesso tavolo, giorni addietro, il viceprefetto Ingoglia, l'ing. Ricevuto in rappresentanza dell'Autorità portuale, l'arch. Manzo per la Soprintendenza per i Beni culturali, Rizzo per la Provincia, oltre a Bruno e a Callotta, vice presidente dell'associazione. «Durante la riunione abbiamo mostrato delle foto sul degrado della Colombaia - racconta Bruno -. Abbiamo fatto presente che siamo supportati dall'8,53 per cento della cittadinanza che ha aderito alla petizione portata avanti dal 24 aprile al 20 giugno». Ma l'obiettivo principale per la riqualificazione dell'edificio è uno: proporre un protocollo d'intesa per la creazione di un tavolo tecnico permanente «tramite cui - prosegue - i vari enti potrebbero fare conoscere quanto possono e vogliono fare». Nell'immediato, invece, per il recupero conservativo e la messa in sicurezza è stata chiamata in causa l'Autorità portuale, che potrebbe attuare il progetto già redatto dal Comune e sottoposto alla Soprintendenza per un importo di circa 350 mila euro. «Esiste - incalza Bruno - un piano presentato dalla Sovrintendenza alla Regione nell'ambito del Por 2007-2013 che, pare, si sia fermato». Frattanto, in attesa di provvedimenti risolutivi, proliferano gli atti vandalici al Castello. Per contrastarli, si è deciso di munire di un cancello in ferro l'unica via di accesso, di rimuovere il "pontone" da anni affondato lungo il molo, di ripristinare l'illuminazione e di collocare un sistema di video sorveglianza. Intanto, il vertice è stato il primo di una serie. Le premesse, per una rinascita di un simbolo cittadino, ci sono tutte.