L'ippodromo di San Siro è un monumento storico da vincolare: con le sue piste del galoppo e dell'allenamento, le scuderie, le tribune, gli edifici d'accesso e di servizio, nonché il verde che circonda il tutto. È questo il pronunciamento della Soprintendenza dei Beni ambientali e architettonici, che lo ha spedito ieri alla Snai proprietaria dell'area: questa avrà ora 60 giorni di tempo per le sue eventuali controdeduzioni. La decisione finale entro sei mesi. Già da ora, tuttavia, l'avvio del procedimento comporta un vincolo di fatto che impedisce ogni intervento senza autorizzazione. Prati, piste di gara, cascine e scuderie. Il polmone verde che accoglie gli ippodromi di San Siro i grande 150 ettari. I cavalli che vivono e ogni giorno si allenano sulle piste di San Siro sono 1.000. All'intèrno dell'ippodromo lavorano più di 1.200 persone tra fantini, stallieri e veterinari. Per la salvaguardia dell'area sono scesi in campo centinaia di cittadini, fantini, allevatori e ambientalisti. Anche l'assessore all'Urbanistica, Gianni Verga, si è espresso contro «speculazioni sul terreno». E adesso la Soprintendenza lo ha messo nero su bianco, quello di San Siro non potrà più essere considerato «soltanto» un ippodromo: è un monumento storico-artistico. Da tutelare con un vincolo specifico che lo salvi da ristrutturazioni avventate, demolizioni, o costruzioni future Che in qualche modo lo compromettano: ippodromo del galoppo, pista di allenamento, scuderie, tribune, edifici di accesso e di servizio; più le centinaia di migliala di metri quadri di verde che avvolgono il tutto. Il pronunciamento della Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici è arrivato in dirittura d'arrivo ieri: e suona come una risposta indiretta ma assai decisa ai ripetuti tentativi con cui la Snai proprietaria dell'area ancora l'anno scorso aveva cercato di ottenerne una modifica urbanistica almeno parziale in prospettiva di vendita. Non siamo ancora al vincolo definitivo, in verità, ma solo all'avvio del procedimento: il che però è quanto basta per impedire sin da ora in via cautelare qualunque intervento, anche lo spostamento di una sola pietra, salvo esplicita autorizzazione. In pratica, la Soprintendenza ha spedito alla Snai la lettera informativa sull'avvio della pratica, dopodiché la Snai stessa avrà 60 giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni, ed entro sei mesi arriverà la decisione finale. «Siamo fiduciosi nella conclusione positiva dell'iter aveva detto sin dai giorni scorsi Marco Parini, presidente regionale di Italia Nostra e speriamo che il vincolo diventi definitivo». «Un risultato importante aggiunge il consigliere di zona Enrico Fedrighini che premia anche l'impegno di centinaia di cittadini mobilitati da un decennio». La loro richiesta di vincolo in realtà copriva un'area anche più vasta. Ma l'architetto Alberto Artioli, che ha studiato la pratica per la Soprintendenza, spiega che dal provvedimento resteranno escluse «la pista del trotto e la cosiddetta pista Maura, in quanto più recenti rispetto al bene storico - artistico da tutelare». E la soprintendente Carla Di Francesco chiarisce: «La nostra competenza può essere esercitata, per l'appunto, sugli elementi di valore monumentale in senso stretto. E tale è il pregio del complesso che abbiamo deciso di proteggere, risalente all'inizio del '900 e giunto a noi praticamente integro. Una struttura dal valore non solo architettonico rna culturale in senso lato, dove anche le scuderie rappresentano un pezzo di storia di Milano». Tuttavia, precisa l'architetto Di Francesco, non è che l'area circostante quella del trotto, non coperta da vincolo di valore non ne abbia: «È evidente che esistono anche interessi ambientali, di verde, e la molteplicità delle richieste di intervento da parte dei cittadini lo dimostra. Semplicemente la Soprintendenza non ha competenza su questi aspetti, almeno in questo caso specifico. Ma esistono altre istituzioni che ce l'hanno: e in queste circostanze occorre che ciascuno eserciti le proprie». La stessa Soprintendenza, in questo senso, ha già chiesto di poter organizzare una riunione col Comune.