SANTA CROCE. Arrestare la cementificazione del territorio che ha portato ad avere tanti appartamenti senza inquilini. È questa, in sintesi, la richiesta che gli esponenti del gruppo "La Sinistra per Santa Croce" - formato da Alessio Bellini, Grazia Chiarini, Massimo Fanella e Giacomo Puccini - formalizzano in vista dell'approvazione della variante al piano strutturale. «Apprendiamo dalla stampa - dicono i quattro amministratori - che è volontà di Letizia Quaglierini, assessore all'urbanistica, "rilanciare" l'economia locale, "valorizzare" il centro storico, dare a Santa Croce "una viabilità all'altezza del proprio ruolo". Sono obiettivi condivisibili: alle varie forze che compongono la maggioranza (Partito democratico, Partito socialista, Rifondazione comunista, Sinistra democratica) spetterà poi il giudizio complessivo - non scontato - su come questi obiettivi andranno perseguiti. Valuteremo con particolare attenzione lo stesso concetto di "perequazione" urbanistica, che - a nostro parere - non si deve ridurre ad una contrattazione continua con i privati senza un'idea pubblica, generale e preventiva di governo del territorio. Tutto questo senza subire alcuna accelerazione: la variante al piano strutturale è questione complessa, che va attentamente soppesata, poiché inciderà in profondità sull'aspetto futuro della nostra cittadina». «Per questo - prosegue "La Sinistra per Santa Croce" - i tempi ipotizzati sulla stampa locale per l'approvazione della variante ci sembrano esageratamente ristretti: ancora oggi, per quanto ci riguarda, non vi è niente di definito. È chiaro, ad esempio, che condividiamo il concetto di "sostenibilità" dello sviluppo: per noi significa tuttavia arrestare la cementificazione del nostro territorio (pieno di case senza inquilini, aspetto che è sotto gli occhi di tutti), e assicurare, al contrario, aree verdi dove i cittadini possano passeggiare, refrigerarsi, far giocare i propri bambini. È poi necessario rispondere al fabbisogno abitativo di una parte sempre più cospicua di popolazione, evitando nuove e inutili edificazioni e recuperando ciò che già esiste. Ci interessa una città a misura di uomo, di donna, di bambino, di anziano. Vogliamo un piano strutturale che si ponga certo l'obiettivo della messa in sicurezza dal punto di vista alluvionale dell'intero territorio del capoluogo, prospettando al contempo soluzioni "compatibili" dal punto di vista economico e ambientale». «Su questo - concludono Bellini, Chiarini, Fanella e Puccini - ci confronteremo, in tutti i mesi che ci separano dalla conclusione della vigente legislatura, con la consueta lealtà e chiarezza, con i nostri alleati di governo».