Lungo via Indipendenza, i residenti non la vogliono Lunardi: soluzione ad un illecito dell'amministrazione VIAREGGIO. Rimuovere la recinzione temporanea lungo via Indipendenza nel tratto Comaprini-Corridoni e lungo le stesse due vie: lo chiedono a gran voce i residenti, lo sollecita all'Ente Parco anche l'ufficio ambiente su esortazione dell'assessore al decentramento Antonio Tedeschi. Lungo quella recinzione, secondo l'amministrazione comunale, si accumula sporcizia, si abbarbicano i rampicanti, senza contare che la barriera impedisce gli spostamenti della fauna minore (i ricci, per esempio) e non consente di entrare in pineta. Inoltre, per quanto attiene al sottobosco che si intendeva tutelare, l'ufficio ambiente non ravvisa «particolari preoccupazioni» a meno che nella zona non vengano installati elementi di particolare richiamo per gli esseri umani (panchine, giochi, chioschi...». È una bella storia estiva, quella della recinzione. Personaggi e interpreti l'Ente Parco del presidente Giancarlo Lunardi, il Comune con il sindaco Marcucci prima e Luca Lunardini poi, i cittadini residenti in zona. Il sipario sale, siamo a inizio 2008, ed ecco gli operai della cooperativa "Poseidon" che, su indicazione dell'amministrazione comunale, fanno pulizia del sottobosco nell'area ora recintata. Le elezioni erano vicine e il quartiere chiedeva uno spazio verde. Tra le ipotesi, sembra di capire, anche quella di consentire l'installazione di un chiosco... Quando l'Ente Parco riceve un esposto sui lavori effettuati dal Comune, controlla e dà l'altolà: «L'intervento messo in atto - spiega Lunardi - era abusivo, in quanto realizzato senza autorizzazione ambientale e paesaggistica che è preventiva e obbligatoria ai sensi delle leggi vigenti». Il Comune si giustifica: le carte in dotazione - spiegò l'allora assessore all'ambiente, Anna Poletti - indicavano erroneamente quella zona come fuori dal Parco. «Abbiamo preso atto - continua il presidente del Parco - della buona fede e non abbiamo proceduto con la comunicazione, dovuta, all'autorità giudiziaria e all'ordinanza anche per un fatto di rispetto tra enti, visto che tutti siamo soggetti ad errore». All'ufficio ambiente del Comune il Parco invia, in data 4 marzo, una semplice lettera indicando la soluzione possibile: recuperare la vegetazione "decimata" chiudendo l'area. «Se l'intervento fosse stato subito messo in atto - sottolinea Lunardi - ora che c'è più passaggio la recinzione sarebbe già stata rimossa». Comunque sia, Lunardi assicura che incaricherà i tecnici dell'ente di effettuare le opportune verifiche in base alla relazione inviata dall'ufficio ambiente del Comune: «D'altra parte - rimarca il presidente - è lo stesso tecnico del Comune, dottor Stefano Cavalli, che nella propria comunicazione riconosce la recinzione cime «misura ragionevole» al momento dei fatti. Per quanto riguarda le proteste della popolazione, Lunardi non si tira indietro davanti al confronto: «Da parte del Parco non c'è nessuna volontà di espropriare la popolazione dell'utilizzo della pineta. Ma quell'area non è e non sarà mai "parco pubblico". È un'area boscata, riconosciuta come tale nello stesso Piano forestale che il Comune ha recentemente adottato. Questo significa che è necessario evitare di creare "attrattori": lì non è un verde pubblico. È un tratto di bosco come il resto del Parco, attraversabile come tutta la Macchia lucchese. Ma come in tutta la Macchia non è possibile tagliare vegetazione a piacimento». La vicenda della recinzione è solo uno dei motivi di attrito tra Comune di Viareggio e Parco: «È un rapporto che è sempre stato un po' controverso - conclude Lunardi -: ma il valore sociale dell'utilizzo del Parco sono sempre in testa agli obiettivi dell'ente che rappresento».
Lucca - la guerra della recinzione tra Comune e Parco
Il Comune di Viareggio ha realizzato una recinzione lungo via Indipendenza senza autorizzazione ambientale e paesaggistica. L'Ente Parco ha ricevuto un esposto e ha trovato l'intervento abusivo. Il Comune si è giustificato dicendo che le carte in dotazione indicavano erroneamente la zona come fuori dal Parco. L'Ente Parco ha inviato una lettera al Comune indicando la soluzione possibile: recuperare la vegetazione "decimata" chiudendo l'area. Il presidente del Parco, Giancarlo Lunardi, ha assicurato di incaricare i tecnici dell'ente di effettuare le opportune verifiche.
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