Gozzini: alla peggio chiudo il museo di Palazzo Vecchio Un taglio «impossibile». La reazione di enti e associazioni culturali alla notizia del congelamento delle convenzioni stipulate con Palazzo Vecchio, in totale un milione di finanziamenti già previsti per il 2008 che improvvisamente rischiano di svanire, è unanime. «Le nostre realtà rappresentano la ricchezza, la forza della città, e al tempo stesso centinaia di posti di lavoro. E incredibile che questi aspetti non siano presi in considerazione», commenta Rosa Maria Di Giorgi, presidente dellOrchestra Regionale della Toscana, ente a cui il Comune contribuisce con 149 mila euro. Una percentuale irrisoria rispetto ai 6 milioni di budget dellOrt, «ma il problema è politico, riguarda il modo di concepire la cultura e il suo ruolo nella città». La pensa così anche Maurizia Settembri, direttrice artistica di Fabbrica Europa (58 mila euro di finanziamenti comunali, l8 per cento del bilancio totale del festival): «E vergognoso che Palazzo Vecchio tolga il suo sostegno a uno dei sei festival di cultura contemporanea riconosciuti a livello europeo, e non pensi invece a tagliare gli sprechi dellamministrazione». Tra laltro, i finanziamenti del Comune rappresentano una garanzia per ottenere altri contributi da parte del ministero dei Beni Culturali. Bloccarli, significherebbe innescare una reazione a catena, un vero e proprio tsunami con il quale, ad esempio, «i 31 mila euro tolti allOrchestra da Camera Fiorentina diventerebbero in realtà 62 mila», spiega il direttore Giuseppe Lanzetta. «E per questo che non crediamo che il blocco possa davvero avverarsi. Le ripercussioni sarebbero troppo gravi. Non ci resterebbe altro da fare che lasciare Firenze», spiega Claudio Ascoli, direttore artistico di Chille della Balanza (19 mila euro in meno). Perdite significative anche per Il festival dei Popoli (42 mila 840 euro) e per Musicus Concentus (26 mila 800 euro): «Rischiamo di chiudere il bilancio in rosso - dichiara il presidente Fernando Fanuti - per ora cerchiamo di andare avanti ma se la rottura dei rapporti con il Comune fosse definitiva la chiusura sarebbe inevitabile». Rischio di spettacoli annullati e di rivedere la normale programmazione anche per Auditorium Flog (44 mila euro in meno) e Teatro di Rifredi (70 mila), mentre al Teatro Puccini, che si vede svanire 45 mila euro, rischiano di saltare i lavori di ristrutturazione del bar e dellingresso. Per la compagnia teatrale Krypton di Giancarlo Cauteruccio, con 5 mila euro in meno a saltare sarebbe lattività formativa svolta in collaborazione con Accademia, Facoltà di Architettura e Polimoda. Per la Fondazione Tempo Reale, infine, un taglio di 62.500 euro significa una vera e propria condanna a morte: «Se sarà confermato, mi troverò costretto a inserire una possibile messa in liquidazione nellordine del giorno della prossima riunione dei soci», dice il presidente Maurizio Frittelli. Da Palazzo Vecchio spiegano che la cultura non sarà lunica vittima immolata al taglio dellIci sulla prima casa, ma che, dal 18 luglio, sono state bloccate tutte le spese bloccabili. Non solo i finanziamenti agli enti culturali, ma anche tutti i contributi alle associazioni sociali e sportive convenzionate con il Comune rischiano di saltare finché il governo non avrà rimborsato alle casse comunali i 50 milioni dovuti alleliminazione dellIci. Non cè una stima precisa della spesa «congelata», ma dagli uffici tecnici fanno sapere per ora che si tratta di una cifra nellordine dei 5-6 milioni di euro. «Siamo stati costretti a sospendere tutte le spese bloccabili, è una manovra prudenziale - spiega lassessore al bilancio Tea Albini - non è una scelta politica quella di sospendere i fondi alla cultura, la mannaia è caduta su tutto: non possiamo continuare a prendere impegni di spesa senza coperture certe». Quei 50 milioni infatti sono più del 10 per cento dei 490 lanno del bilancio comunale destinati alla spesa corrente: stipendi, mutui, affitti passivi e servizi. Ma siccome, spiega Albini, né stipendi, né mutui, né affitti possono essere toccati, non resta che intaccare, prima di tagliare i servizi veri (dagli anziani alla scuola), i finanziamenti dati alle associazioni. «Se la situazione non si chiarisce presto sospenderemo tutte le spese di rappresentanza: viaggi, buffet, cerimonie», annuncia lassessore al bilancio. Dal governo non arrivano ancora certezze: «Per ora sappiamo solo che 20 o 25 milioni dovrebbero esserci resi entro pochi giorni», aggiunge Albini. Che però avverte: «Se a fine anno mi troverò anche con un solo milione in meno rispetto ai 50 che prevedo, non potrò che tagliare da qualche parte: e a quel punto andrà fatta una scelta politica su chi privilegiare». Già, chi privilegiare? Lassessore alla Cultura Giovanni Gozzini ha già le idee chiare: «Se a fine anno ci trovassimo nelle condizioni di dover togliere un milione di euro, o anche una parte, alle associazioni culturali, io mi opporrei con tutte le forze: piuttosto sono pronto a chiudere il museo di Palazzo Vecchio». «Sono daccordo con lassessore, il Comune non segua il governo nella via dei tagli sciagurati alla cultura per far fronte alla riduzione delle entrate», aggiunge il presidente della commissione Cultura Dario Nardella.