La proposta dellassessore Antinoro di affidare per trentanni ai privati la gestione della Valle dei Templi di Agrigento è stata interpretata dapprima come una provocazione e ci ha fatto pensare alla famosa gag di Totò di vendere agli americani la Fontana di Trevi, ma le dichiarazioni di Lombardo a sostegno dellassessore ci hanno fatto capire che non si trattava di una boutade ma di un progetto reale. Tralasciando lironia che pure ha un potere dissacratorio dirompente spesso più efficace di mille ragionamenti, mi pare opportuno riflettere bandendo i pregiudizi ma anche le mitizzazioni. Il governatore autonomista Lombardo, che pure ha giocato la sua recente campagna elettorale sullorgoglio siciliano, parla oggi di affidare il nostro immenso patrimonio archeologico e culturale a volte anche unico come quello della Valle dei Templi a «mecenati». Mecenate, come ben si sa, è quel ricco patrizio romano che sostenne artisti come Orazio e Virgilio sotto Augusto e che oggi sta a indicare colui che protegge le arti e gli artisti. La prima domanda che sorge spontanea al cittadino è se possano chiamarsi «mecenati» la Lukoil, la Erg-Shell, la Panther Oil o lEnel, evocate da Lombrado. A me pare che queste multinazionali hanno interessi precisi che attengono ai business miliardari che spesso portano anche alla devastazione del territorio. Le loro sponsorizzazioni non sono mai gratuite ma servono come captatio benevolentiae o foglia di fico per ridare verginità alla loro immagine. Affidare i nostri beni culturali a tali «mecenati» significa rassegnarsi allo scambio di colombiana memoria di brillanti con specchietti. Non cè dubbio però che è necessario che i nostri beni culturali vengano gestiti con mentalità imprenditoriale e che vengano attuate tutte le politiche atte a promuovere lo sviluppo delle risorse del territorio a fini turistici. La proposta shock un effetto positivo lha avuto: quello di suscitare un dibattito tra politici, studiosi e intellettuali ma anche presso la società civile. Il soprintendente emerito di Siracusa nonché archeologo Giuseppe Vozza ha affermato che per i beni culturali non si può parlare di «privatizzazione ma di integrare lattività pubblica di ricerca e tutela con quella privata di gestione». È in fondo ciò che prevede la legge regionale del 2000 istitutiva del parco della Valle dei templi. Il piano del parco adottato il 23 maggio di questanno sarà lo strumento che ne consentirà la valorizzazione. Esso prevede luso di quei manufatti storici allinterno dei 1400 ettari di parco, ricco di mandorli e di ulivi secolari, per finalità turistiche, didattiche, di accoglienza così come prevede lattivazione di tutti quei sentieri che potranno collegare a piedi i monumenti e creare nuovi percorsi per mountain-bike, trecking, passeggiate equestri eccetera. Lampliamento dellofferta del parco, se affiancata da comportamenti virtuosi delle amministrazioni locali (pulizia, riqualificazione del centro storico, manutenzione delle strade, regolamentazione del traffico, segnaletica, eccetera), porterà sicuramente a prolungare la permanenza ad Agrigento di turisti e viaggiatori. Da molti anni la gestione di molti servizi accessori, come biglietteria, book-shop, bar e parcheggi, è stata affidata a privati che tuttavia perché funzionino al meglio vanno, oltre che preliminarmente regolamentati, controllati per impedire che la ricerca del profitto faccia passare in secondo ordine la qualità dei servizi elargiti. Il fallimento dellAto rifiuti, per non parlare della sete che torna come uno spettro ad Agrigento e annuncia il fallimento del neonato Ato idrico, ci fa capire che la privatizzazione non è la panacea di tutti i mali. Se poi di mezzo cè il nostro millenario patrimonio culturale, arrivato a noi intatto grazie alla tutela degli enti proposti, è davvero temerario pensare di affidare ai privati la Valle dei templi, perché il rischio potrebbe essere quello di ritrovare tra trentanni solo macerie. Il pubblico: Regione, Provincia, Comune e giù a seguire Sovrintendenze, Enti Parco eccetera, piuttosto che delegare devono assolvere i propri compiti seguendo il modello virtuoso della lotta agli sprechi e della sana gestione. La presa di posizione contraria e scandalizzata del Fai, di Legambiente e di vari intellettuali ci fanno ben sperare su un ripensamento di una proposta che risulta affrettata e superficiale. Il mecenatismo è una cosa nobile, come dimostra il caso di Reinhold Wurth per la Cappella Palatina, ma stiamo attenti al mecenatismo di facciata delle multinazionali interessate più al business che alla cultura.
SICILIA - i finti mecenati dei beni culturali
L'assessore Antinoro ha proposto di affidare la gestione della Valle dei Templi di Agrigento ai privati per trent'anni. La proposta è stata interpretata come una provocazione, ma l'assessore Lombardo ha spiegato che si tratta di un progetto reale. Il governatore autonomista sostiene che i beni culturali dovrebbero essere gestiti con mentalità imprenditoriale e che le multinazionali potrebbero essere utilizzate per promuovere lo sviluppo turistico. Tuttavia, molti critici sostengono che la privatizzazione dei beni culturali potrebbe portare a una devastazione del territorio e che le multinazionali non hanno interessi culturali.
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