La strategia del commissario per larea archeologica: "Difenderemo questo patrimonio" "Guzzo non ha le forze o le risorse per mettere mano a certi problemi" i sindacati scendono in campo dopo la nomina del prefetto Renato Profili commissario per lemergenza di Pompei. Per la Cgil Campania «la montagna ha partorito un topolino», la Ugl nazionale sostiene che «per Pompei è luomo giusto», la Uil Beni Culturali si dichiara «disponibile a siglare un patto di rilancio per la valorizzazione e la crescita dellarea archeologica». La Cisl, pur contraria allo strumento del commissariamento, «che limita gli spazi di confronto democratico», si dice soddisfatta della scelta. Il sindacato delle guide, Federagit Confesercenti, più di 1200 autorizzate dalla Regione Campania, lancia a Profili un appello: «La presenza delle guide a Pompei dura da più di un secolo - dicono Bartolo Carotenuto e Paolo Cappelli - la categoria ha ripetutamente chiesto di regolarizzare il servizio senza però ottenere nulla. Noi siamo disposti alla piena collaborazione con il commissario inviato dal ministro Bondi, sperando che si voglia ascoltare anche la nostra voce». Prefetto Profili, è già in trincea? Il neo commissario risponde al telefono da Ischia dovè in vacanza. «Oddio, una bella grana. Confesso che non mi aspettavo questa chiamata. Appena un mese fa mi è arrivato il provvedimento del governo con la designazione nel Consiglio della Giustizia amministrativa di Palermo. Laltra sera il ministro mi ha chiamato e mi ha detto: mi raccomando, Pompei è molto importante. Lo so, è una missione impegnativa, ma mi ci butto con piacere. Spero di portarla a termine. Si tratta di uno dei siti archeologici più belli del mondo ed è patrimonio di casa nostra» Bondi voleva un uomo dordine. «Non so ancora se sarò commissario con poteri "speciali". Devo leggere il provvedimento. Bisogna vedere qual è il meccanismo, ma poiché si parla di emergenza è possibile che si tratti di questo. Vuol dire che potrò usare deroghe alle regole del gioco. Se avrò poteri speciali, li azionerò a 360 gradi». Parte anche con una dotazione di 40 milioni di euro. Ha un piano? «È una somma importante. Dovrò fare appalti. La linea dovrebbe essere: niente gare nel caso di problemi urgenti. Lho già fatto a Palermo, quando ero commissario per lemergenza idrica e ha funzionato. Il 29 luglio del 2004, fui raggiunto da unordinanza di Berlusconi che voleva lacqua a Palermo in 40 giorni. Una condotta da 400 litri al secondo. Chiamai la Saint Gobain, che stava per chiudere per le ferie di agosto. E mi feci installare 15 chilometri di tubi. Mi servì un po di coraggio, deve ammetterlo. Ma arrivai a capo del problema. E nello spazio di sei mesi la città ha ottenuto una dotazione di 900 litri dacqua al secondo». Si è sempre mosso così? «A Caivano, quando ero commissario per lemergenza Rom, nel 2004, bandii la gara per allestire un campo di 40 abitazioni. È venuto proprio bene, in unarea che era stata confiscata alla camorra. Cè costato meno del finanziamento che avevamo avuto dalla Provincia. Siamo riusciti addirittura a restituire 100 mila euro». Di Pompei si parla ormai come di una terra di nessuno, di un luogo senza controlli. I sindacati sempre sul piede di guerra. Lei come la vede? «La conosco, è un terreno minato, un bel ginepraio. Larea è circondata da situazioni tutte meritevoli della massima attenzione. Problemi che ruotano attorno alleconomia. Gli Scavi da troppi anni sono stati gestiti con una certa artigianalità...». È un giudizio sul soprintendente Pietro Guzzo? «Guzzo è una persona splendida, molto a modo, un archeologo competente, che non ha le forze o le risorse intellettuali per mettere mano a certi problemi, come ad investimenti che sono stati assegnati sullarea e non sono stati spesi». Avrà un suo staff? «Presumo, ma devo ancora sapere di che figure professionali mi posso avvalere: un ingegnere, un architetto, un archeologo? E poi: li decidono loro o posso scegliere io? Vedremo anche questo». Da dove vuole cominciare? «Lincarico è per un anno, no? Bisogna mettersi sotto a lavorare, da subito, e combattere fino alla fine. Senza fare sconti a nessuno».