Torna Zeffirelli con "Pagliacci" Un raro Verdi. E poi Lang Lang, Salonen, Mehta In attesa di chiarezza da Roma, presentati stagione lirica e festival 2009 Nonostante la situazione interlocutoria, in attesa che le promesse di Bondi diventino realtà, il Maggio Musicale Fiorentino presenta il suo futuro: la settantaduesima edizione del festival, che offrirà tutte le possibili variazioni operistiche sul tema «il lato oscuro», «il male inteso come delitto, menzogna, tradimento» spiega il direttore artistico Paolo Arcà. Inaugurazione il 29 aprile, con lultimo atto della saga wagneriana firmata Fura dels Baus: Götterdämmerung, sul podio Mehta. Torna a casa Macbeth di Verdi: la prima versione del 1847, sintende, quella della Pergola, dove riandrà in scena diretta da Nicola Luisotti, regia di Roberto Andò; sarà possibile fare un raffronto con il capolavoro shakespeariano nella produzione firmata Gabriele Lavia. Assente da Firenze dal 1965, Billy Budd segna latteso ritorno di Bruno Bartoletti, regia di Peter Mussbach, astro della regia lirica tedesca anticonvenzionale con intelligenza (allestimento della Bayerische Staatsoper), nel cast Samuel Ramey; dopo Fedele ed Henze, il compositore contemporaneo onorato dal prossimo Maggio sarà Matteo DAmico con il dittico Patto di sangue tratto da Valle-Inclán, in prima assoluta al Goldoni, dirige Marcello Panni, regia di Daniele Abbado. In cartellone anche il Trionfo del tempo e del disinganno di Haendel nellesecuzione dellensemble La Risonanza diretto da Fabio Bonizzoni, concerti di Lang Lang, Mehta, Esa Pekka Salonen con la Philarmonia Orchestra, e Maggiodanza ne Il rosso e il nero di Uwe Scholz. Tutta italiana la stagione lirica, ad eccezione del Siegfried Wagner-Fura: due Donizetti, quello comico de Lelisir damore diretta da Bruno Campanella, regia di Fabio Sparvoli, e quello tragico di Lucia di Lammermoor per la regia (bellissima) di Graham Vick, direttore Stefano Ranzani. Infine, il ritorno del figliuol prodigo: Franco Zeffirelli con Pagliacci, spettacolo inusualmente «duro» per il regista amante della grandeur, che ambienta lopera di Leoncavallo nella sordida periferia di una metropoli. Sul podio Patrick Fournillier. Nel calendario sinfonico, spicca lintegrale dei concerti e delle sinfonie di Brahms diretta da Mehta (che proporrà anche la «Resurrezione» di Mahler), solisti Buchbinder, Zukerman, Bronfman, Rachlin, Maisky; in cartellone anche le bacchette di Kazushi Ono, Andrey Boreyko, Stéphane Denève, Roberto Abbado, Costantinos Carydis. E per Maggiodanza, un nuovo Don Chisciotte firmato Vladimir Derevianko. Se si considera anche il progetto «Recondita armonia» che dall11 al 26 ottobre proporrà Tosca, Boheme e Cavalleria, il Maggio «più che sempre assolverà alla sua missione sociale - dice il sovrintendente Francesco Giambrone - ovvero un teatro aperto al grande pubblico ma che non ha paura del contemporaneo». E siccome i nuovi metodi di ripartizione del Fondo unico per lo spettacolo privilegiano la quantità, Giambrone dà anche qualche numero: «da settembre a luglio, il sipario del Comunale si alzerà 218 volte, le opere passano da 7 a 11, aumentano anche gli spettacoli di Maggiodanza, che abbiamo messo a disposizione di teatri italiani non dotati di corpi di ballo: il primo a rispondere è stato il Verdi di Trieste. Il tutto con un esiguo aumento di budget: da 1 milione e 100 mila euro a 1 milione e 500 mila. Siamo un modello di qualità e contenimento dei costi. Ma senza finanziamenti statali, limpresa è impossibile».
TOSCANA - Ma il Maggio non si ferma. Stessi soldi, più titoli: un cartellone monstre
Il Maggio Musicale Fiorentino presenta la sua settantaduesima edizione del festival, che si apre il 29 aprile con la prima assoluta di Billy Budd di Verdi. Il direttore artistico Paolo Arcà ha programmato una stagione lirica che esplora il lato oscuro della musica, con opere come Pagliacci, Macbeth e Lucia di Lammermoor. Il festival include anche concerti di Lang Lang, Mehta e Salonen, e un festival di Maggiodanza con opere di Verdi, Donizetti e Haendel. La stagione lirica è interamente italiana, ad eccezione del Siegfried di Wagner.
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