LUCCA. Nemmeno una parola sui tre piani attuativi all'ordine del giorno. Prima di poterne discutere, infatti, la commissione urbanistica vuole sapere quando la variante al regolamento urbanistico - licenziata il 5 giugno scorso - finirà sul tavolo dei capigruppo, e di lì in consiglio comunale. La richiesta, su cui maggioranza e opposizione si sono trovate d'accordo, sarà contenuta in un atto formale: la commissione, infatti, ha dato mandato al presidente Marco Modena (Forza Italia) di scrivere una lettera al sindaco Mauro Favilla, al dirigente responsabile dell'Ufficio edilizia privata Maurizio Tani e al presidente del consiglio Marco Agnitti. In cui si dica esplicitamente: la variante licenziata in commissione deve essere portata all'esame dei capigruppo e quindi del consiglio, visto e considerato che comporta alcune modifiche importanti al regolamento (tra cui le altezze, il rapporto posti-macchina e abitazioni, e la quota destinata al verde pubblico). Poco senso avrebbe, sostiene la commissione, far passare i piani attuativi senza prima sapere se la variante verrà approvata o meno. Specialmente considerando che le concessioni edilizie e le dichiarazioni di inizio attività di alcuni cittadini sono bloccate proprio in attesa della variante. Un documento su cui tra l'altro c'è un piccolo giallo: a quanto dicono i commissari, la pratica è pressoché introvabile. La seduta di ieri mattina, in cui si sarebbe dovuto parlare dei piani di edilizia residenziale e commerciale nell'ex carrozzeria Ginesi, in via per Corte Capecchi e in via Vecchia Romana, si è spostata subito sul piano politico. Dal centrosinistra infatti, sono emerse perplessità sull'arrivo del piano-norma su Sant'Anna in consiglio il 24 luglio. Una possibilità che per l'Ulivo significa la fine di ogni confronto con la maggioranza, perché non gradisce un'accelerata sui piani attuativi, in particolare sul piano per viale Einaudi. Resta il fatto che su Sant'Anna il Comune si trova tra due fuochi. Da una parte, le pressioni del gruppo Valore per far andare avanti la pratica. Dall'altra la stessa commissione urbanistica che non intende avallare un'operazione gigantesca, che trasformerà il volto del quartiere più popoloso della città, senza prima veder passare la variante.