Cultura, sport e sociale: in questi settori sono stati bloccati i finanziamenti del Comune di Firenze per colpa dei tagli sull'Ici da parte del governo Berlusconi. Si tratta di milioni di euro che la ragioneria del Comune di Firenze ha stoppato, su disposizione dell'assessore al bilancio Tea Albini. Una «misura prudenziale» che tiene conto di un attuale ammanco, nelle casse di Palazzo Vecchio, di 25 milioni di euro, quelli che dovevano arrivare (e non sono arrivati) da Roma per la prima rata sull'Ici di giugno. Per la seconda rata, prevista a dicembre, ne mancheranno altri 25: un totale quindi di 50 milioni per il 2008, sui quali ancora il governo non ha chiarito al Comune come e quando li darà indietro. «Speriamo di conoscere qualcosa nella prossima settimana», spiega Albini, che allo stato attuale dice di non sapere nemmeno se la somma sarà resa per intero (si dovrà vedere quali saranno i criteri sulle pertinenziali): «Anche solo con un milione in meno il Comune avrebbe dei problemi, sarebbe un buco da colmare», ammonisce l'assessore. Intanto, visto che questi soldi non ci sono, Palazzo Vecchio ha dovuto fermare le erogazioni delle risorse per la spesa. Quali? Il Comune non può toccare affitti passivi, stipendi dei dipendenti, mutui, contratti di servizio. Ed ecco che la scure, oltre che sulle spese di manifestazioni e iniziative organizzate dall'amministrazione e i trasferimenti ai Quartieri, si abbatte su cultura, sport e sociale. Convenzioni con decine di associazioni, istituti e sigle che animano la vita pubblica fiorentina. Dario Nardella, presidente della commissione cultura di Palazzo Vecchio, ha già fatto i conti: «Con i blocchi della ragioneria del Comune, per il settore cultura sono fermi 850mila euro di finanziamenti sulle convenzioni e 111mila sul piano di contributi». In tutto, un milione di euro. Tra i soggetti convenzionati col Comune (una quindicina), fanno parte il Puccini, il Festival dei popoli, la Compagnia Virgilio Sieni, la Scuola di musica di Fiesole, Tempo reale, Fabbrica Europa. «Le attuali convenzioni sono ferme al 31 dicembre 2007: siamo già in ritardo di sette mesi e per il 2008 ora come ora non le possiamo rinnovare. Se ci sono rischi per le attività? Sì, anche se non sappiamo ancora come. Siamo nelle mani del governo». Ma sulla cultura non finiscono qua le apprensioni di Palazzo Vecchio: ieri il sindaco Leonardo Domenici ha inviato una lettera al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi per chiedere, prima della pausa estiva, l'apertura del tavolo di confronto e di lavoro congiunto su Firenze: struttura, partecipanti e modalità di lavoro. «Sulla base degli accordi presi nel nostro positivo incontro del 1 luglio - scrive Domenici - ti chiedo di aprire formalmente il tavolo di confronto e di lavoro congiunto che abbiamo convenuto di istituire tra il Ministero da te presieduto e il Comune di Firenze». In quella sede furono individuati i temi da affrontare, ovvero il Maggio Musicale Fiorentino, il sistema museale fiorentino con particolare riferimento agli Uffizi, il progetto di realizzazione del sistema tranviario in centro, la valorizzazione dei beni culturali non di proprietà comunale. PALAZZO VECCHIO è costretto a bloccare i finanziamenti ad enti e associazioni. Per ora è «una misura prudenziale» ma potrebbe presto rivelarsi uno tsunami per il settore culturale.