Sartoni: «Il restauro è tra le iniziative più significative» E' tornato a risplendere in tutta la sua bellezza il quadro della "Madonna dell'Umiltà", nel Parlascio in piazza Giusti. Il dipinto, dopo un lungo restauro, è stato finalmente riposizionato nella sua storica dimora. La cerimonia di ricollocamento è stata molto sentita dalla comunità della Rocca, che ha aderito numerosa. Erano presenti, inoltre, l'assessore Alessandro Sartoni; l'assessore e presidente del credito cooperativo Valdinievole Valentino Pieri; il direttore generale della "banchina" Leonardo Quiriconi; la restauratrice dell'opera, Loredana Gallo. Il quadro di autore ignoto (copia seicentesca dell'immagine della Madonna conservata nella Basilica dell'Umiltà di Pistoia) era stato lasciato per decenni nel più assoluto degrado. Oggi dopo un restauro accurato è tornato a "sorvegliare" la piazza del Castello. «Fu l'insistenza garbata di Fulvio Lenzi - ha detto Alessandro Sartoni - ristoratore e paesano appassionato della storia del Castello, che mi fece affrontare la questione. Il Comune coinvolse la Sovrintendenza ai beni cultrali e quindi la dottoressa Maria Cristina Masdea. Infine trovammo, grazie al Credito Cooperativo, i fondi necessari per portare avanti il progetto. Conserverò questa iniziativa come una tra le più care in anni di impegno pubblico. Sono certo che la Madonna dell'Umiltà farà avvertire la sua positiva presenza a tutti quelli che passerrano per osservarla». La professionista che ha effettuato il recupero dell'opera si è ritenuta soddisfatta del lavoro svolto: «Per noi restauratori - ha spiegato - questi quadri sono sempre una sfida. Infatti la sua struttura era fatiscente e tarlata. Il pessimo stato conservativo ha reso tutto più difficile, comunque possiamo ritenerci soddisfatti del risultato finale». «Il Parlascio - ha spiegato Fulvio Lenzi, ristoratore di Montecatini Alto - in passato era lo spazio pubblico e simbolico del paese. La collocazione dell'opera in questa struttura dimostra l'importanza della Madonna dell'Umiltà. Mi vergogno di non averle mai dato importanza per lunghi anni, ma ora che la guardo in tutto il suo splendore posso solo riconoscerne la bellezza. Il recupero di questa opera è un modo per riscoprire le nostre radici e la nostra storia».