Braccio di ferro tra ambientalisti e proprietari dello specchio dacqua Benedetto (Parco del Circeo): o è già pubblico o deve assolutamente diventarlo Al centro della disputa la famiglia Scalfati che rivendica diritti fin dal 1881 SABAUDIA - Una rombante moto dacqua, rossa fiammante, fende il Canale romano e solleva londa contro gli argini stretti dellantico muro reticolato, già parzialmente franati dopo la demolizione notturna della chiusa che da secoli regolava il flusso delle maree e assicurava la tenuta delle banchine. Siamo alle pendici del promontorio del Circeo, sul ponte stradale che scavalca lo sbocco a mare del lago di Sabaudia, detto anche di Paola, appena dietro le celebri dune del litorale infestato dalle ville dei vip. Questa è la linea del fronte che separa due schieramenti contrapposti in unintricata contesa sulla destinazione del lago: da una parte, quelli che vorrebbero trasformarlo praticamente in un nuovo porto del Circeo, per ospitare le imbarcazioni da diporto e insediare le relative strutture; dallaltra, quelli che invece si battono per salvaguardarne la sopravvivenza, in nome della natura e dellambiente. Al centro della disputa, cè la famiglia Scalfati che rivendica la proprietà privata del lago fin dal 1881, quando lo Stato italiano lalienò allantenato Ottavio Giacchetti; ma è divisa a sua volta tra il fratello Alfredo che sostiene un progetto di rilancio turistico-commerciale e la sorella Anna, giornalista televisiva, contraria a qualsiasi forma di sfruttamento. E intorno, una pletora di pretendenti convinti invece che il lago sia un bene pubblico: dal Comune di Sabaudia alla Provincia di Latina fino al Parco nazionale del Circeo, istituito da Benito Mussolini nel '34 e guidato oggi con competenza ed equilibrio dal presidente Gaetano Benedetto, ex direttore generale del Wwf. Proprio nei giorni scorsi, è arrivato lordine di rimuovere i pontili per lormeggio delle barche e gli impianti per la coltivazione dei mitili, dopo il sequestro preventivo disposto dalla magistratura. Per diverse opere, realizzate senza le autorizzazioni ambientali, risultano tuttora in corso alcuni procedimenti penali contro Alfredo Scalfati. Sera già estinto invece per morte dellimputato quello a carico del padre Giulio, per la demolizione della chiusa innocenziana ritenuta fatiscente e pericolante: benché approvati a suo tempo dal Comune di Sabaudia, erano stati eseguiti in modo frettoloso e approssimativo, tanto che lo Soprintendenza aveva disposto un fermo. Ma i danni purtroppo restano. Nel frattempo, per consentire il transito delle imbarcazioni sempre più grandi e numerose ormeggiate nella darsena interna, uno dei due archi laterali del Ponte Rosso è stato brutalmente squadrato e ampliato. E anche se il manufatto non avesse un particolare interesse architettonico, in queste condizioni è comunque un obbrobrio. Fatto sta che oggi il canale è senzaltro navigabile e poco importa che la "libera comunicazione" con il mare sia assicurata dalla natura o prodotta dalla mano delluomo: questo sarebbe il presupposto per sancire definitivamente il carattere demaniale del lago. La "disfida di Sabaudia" si trascina ormai da anni a colpi di carte bollate, in una tipica storia di burocrazia allitaliana. Già inserito più volte nellelenco delle acque pubbliche o nel demanio marittimo, il lago è diventato un pomo della discordia in seguito a una serie di pronunce e interpretazioni divergenti. E così da ultimo, se il 4 agosto 2006 la Corte suprema di Cassazione (sezioni unite civili) respinge tutti i ricorsi contro la famiglia Scalfati riconoscendo il titolo di proprietà, unaltra sentenza della Corte di Cassazione penale del 3 aprile 2007 stabilisce che la natura demaniale del lago è comprovata dallesistenza, da oltre ventanni, di un piccolo approdo turistico per la nautica da diporto. Ma al giorno doggi si può considerare ancora privato uno specchio dacqua di poco inferiore ai quattro chilometri quadrati, con un perimetro di circa 20 chilometri, una profondità media di 4,5 metri e una massima di 10? È ammissibile che appartenga a una sola famiglia un lago di grande interesse storico, sociale e ambientale; sulle cui acque è vietata la navigazione e sulle cui sponde sorge la Villa imperiale di Domiziano; interamente compreso nel territorio del Comune di Sabaudia e in quello del Parco del Circeo? Risponde il presidente Benedetto: «Delle due luna: o il lago è già pubblico o deve assolutamente diventarlo. Una volta, era il pubblico che doveva dimostrare che il lago non era più privato. Adesso è il privato che deve dimostrare viceversa che il lago non è pubblico». Dallesito della "querelle", dipendono le condizioni igieniche e sanitarie del lago che ormai versa in uno "stato di eutrofizzazione" - come dicono gli esperti - assai delicato: a causa dellinquinamento prodotto nel tempo dagli scarichi abusivi e dalle coltivazioni intensive di ortaggi, si registra una crescita abnorme delle piante acquatiche. Dal 79 in poi, con i finanziamenti statali, il Comune di Sabaudia ha già realizzato opere rilevanti, costruendo un depuratore centrale e spostando i recapiti fognari della città, con un anello di 25 chilometri intorno al lago. Ma ora per risanarlo occorrono interventi diretti nel bacino, in modo da rimuovere le fanghiglie che in determinate condizioni meteorologiche contaminano lacqua in superficie e provocano morie di pesci: il segnale di Sos i tecnici lhanno già lanciato da tempo. Nei mesi scorsi, infine, la "disfida di Sabaudia" sè arricchita di una paradossale appendice che, a quanto pare, si ripeterà di nuovo a settembre. Per far uscire dai cantieri Rizzardi due maxi-yacht da 120 piedi, circa 40 metri di lunghezza, è stato organizzato un rocambolesco trasporto via terra lungo un percorso di sette chilometri attraverso il centro di Sabaudia, fra due ali di folla esterrefatta, fino alla foce del lago di Caprolace, più a nord, richiedendo addirittura labbattimento o la potatura di un certo numero di alberi. Il video, finito sul sito di You Tube, ha fatto il giro del mondo. Si replica prossimamente.
Sabaudia, la battaglia sul lago "Niente porto, salvate quelle coste"
Il lago di Sabaudia, situato nel Parco del Circeo, è al centro di una disputa tra ambientalisti e proprietari dello specchio d'acqua. La famiglia Scalfati rivendica la proprietà del lago fin dal 1881, mentre gli ambientalisti sostengono che il lago sia un bene pubblico. La Corte di Cassazione ha riconosciuto il titolo di proprietà alla famiglia Scalfati, ma la Corte di Cassazione penale ha stabilito che la natura demaniale del lago è comprovata. Il presidente del Parco del Circeo, Gaetano Benedetto, afferma che il lago è già pubblico o deve diventarlo.
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