Se vogliamo che le straordinarie risorse che la Sicilia possiede diventino volano di uno sviluppo sostenibile ed endogeno strutturato sul turismo culturale bisogna costruire un progetto condiviso e sinergico tra tutti gli attori che costruiscono unofferta turistica di qualità. Ma in attesa che si avvii la programmazione condivisa dalle forze politiche e sociali è possibile procedere a un miglioramento del sistema dei beni bulturali. Il dato di fatto certo e incontrovertibile sui beni culturali in Sicilia è che la valorizzazione e la gestione associata alla loro fruizione attualmente non è adeguata alle enormi potenzialità. È un intero sistema che non regge il passo con la necessaria flessibilità dellorganizzazione del lavoro, lorganizzazione in rete e lottimizzazione delle risorse, umane e materiali che sono caratteristiche strutturanti del privato. La mancanza di una - se pur elementare - stima tra costi e benefici, e di obiettivi di efficienza ed efficacia, ben presenti nellazienda privata ma del tutto assenti nellamministrazione pubblica, ha portato lentamente ma inesorabilmente al collasso della macchina stataleregionale, con le ben note disfunzioni e passività non più tollerabili. Anche lassenza di una logica di rete tra istituti, soprintendenze e musei, non permette uno sviluppo adeguato, soprattutto per produrre quel valore aggiunto moltiplicatore di risorse che solo la rete e lintegrazione possono garantire. In questo contesto vanno sicuramente pensate e sperimentate nuove strategie, improntate alla partecipazione attiva del privato, quali ad esempio il parternariato pubblico-privato o il projet financing, con finalità di gestione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali e annessi servizi e prodotti. Mentre la tutela si attesta sempre allorgano pubblico, e con essa la ricerca scientifica e metodologica, la valorizzazione dei beni può attestarsi alla sfera privata, così come già previsto dal Codice Urbani: secondo gli articoli 6, 111, e 115 è possibile gestire le attività di valorizzazione in forma diretta o indiretta. La scelta tra le due forme è attuata «previa valutazione comparativa, in termini di efficienza ed efficacia, degli obiettivi che si intendono perseguire, e dei relativi mezzi, metodi e tempi». Ritengo che la forma del parternariato pubblico-privato prevista dal decreto legislativo 163 del 2006 possa costituire uno strumento efficace e adeguato, prezioso per lequilibrio tra interessi pubblici e imprenditorialità privata, permettendo di raggiungere obiettivi di efficienza ed efficacia impensabili per lente pubblico. Il primo step fondamentale è la redazione dello studio di fattibilità necessario per poter scegliere la valorizzazione «indiretta», dal quale emergano i dati qui di seguito elencati. Ricognizione dei siti, del loro valore, della loro attrattività, dei servizi attuali e di quelli potenziali da insediare; valutazione dei costi attuali a carico della Regione in termini di personale, distinti in stipendi fissi e indennità aggiuntive legate alla tutela e fruizione dei siti culturali (che da sole coprono fino alla metà del budget assegnato alle strutture periferiche); valutazione degli altri costi relativi a: pulizia, biglietteria, utenze fisse; analisi dei flussi di cassa odierni relativi alle tariffe dingresso, e valutazione dei ricavi sulla base delle tariffe rivedute e adeguate alla qualità del sito e dei servizi che offre; proposte di costituzione di reti di siti e servizi, circuiti tematici e specifici, analisi della convenienza economica e del valore aggiunto generato; fattibilità economica e finanziaria. Lo studio dovrà inoltre proporre una serie di servizi aggiuntivi e attività compatibili per ogni sito, illustrando la previsione di ricavi dovuti alla monetizzazione di tali servizi. Da esso quindi si evinceranno le previsioni di costi e ricavi, mettendo in chiaro opportunità finanziarie per il privato e opportunità gestionali e di moltiplicazione del valore e dellattrattività per il pubblico. La seconda fase dovrà invece prevedere come precondizione essenziale per lo svolgimento del processo una conferenza di servizi preliminare, nella quale, sulla base dello studio di fattibilità, tutti gli attori coinvolti nei processi stabiliscono le condizioni macro della valorizzazione e gli standard di qualità del servizio, così come prevede il Codice Urbani. Nella terza fase si potrà quindi pubblicare il bando di evidenza pubblica per lindividuazione di soggetti privati o «raggruppazioni» (fondazioni, associazioni, società di capitali) promotori di piani di parternariato pubblico-privato. Alla Regione resterebbe il sostanzioso compito della tutela e della ricerca scientifica, da compiersi anche in coordinamento con Università. Lautrice è soprintendente ai beni culturali di Ragusa