Il giardino storico di Villa Banti, in via Pacinotti, non esiste più. Anche l'ultimo esemplare di cedro del Libano, una pianta di trenta metri e un diametro alla base di 1,20 metri, è stato abbattuto. «Voglio qui denunciare pubblicamente - dice l'ing. Franco Matteoni, esponente dei Verdi - l'insensibilità, la superficialità di chi ha concesso l'autorizzazione ad abbattere tutte le piante con la semplice prescrizione di piantarne delle altre. Come se gli alberi crescessero come l'erba, in pochi giorni. E' un altro danno enorme, irrecuperabile per la memoria della città per il suo tessuto urbano, per il suo equilibrio. L'ing. MAtteoni si dice «ferito e deluso per quest'altro, ennesimo, episodio che denuncia un degrado culturale, una deriva di squallore, di parcheggi asfaltati, di mancanza di luoghi cittadini ospitali, di spazi vivibili, di paesaggi capaci di ristorare i nostri sguardi sempre più frettolosi ed utilitaristici. Dove sono le istituzioni culturali pistoiesi, chiede Matteoni, le personalità politiche, gli studiosi, gli esponenti degli enti morali e religiosi, i cittadini che hanno a cuore la propria città, coloro che ancora non si sono rassegnati alla dilagante monetizzazione delle aree libere, alberate e non, che debbono fare per tutelare beni che appartengono al patrimonio della memoria collettiva, e che sono percepiti come beni comuni che migliorano, con il proprio esistere, la vita di tutti?