LA CISL SOSPENDE - LE AZIONI DI LOTTA Pompei. Il 25 luglio sarà il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi ad accompagnare il nuovo commissario, l'uomo chiamato a capire che cosa negli ultimi 15 anni, nonostante una legge speciale e una processione di city manager, non ha funzionato agli scavi di Pompei. Tra il dire e il fare un passo brevissimo: il 4 l'annuncio del nuovo corso, accompagnato dalla dichiarazione di «stato d'emergenza» per il sito. Il ministro, che a Pompei porterà anche il direttore presidente del Consiglio superiore Salvatore Settis e il sottosegretario Francesco Maria Giro, reduci da una brutta querelle, aveva detto di cercare «una persona capace di affrontare con autorevolezza i problemi amministrativi e della sicurezza pubblica di Pompei, di preservare il patrimonio artistico e permettere che questo patrimonio sia a disposizione di tutti». Dietro l'identikit un mandato ampio, sui cui limiti già si interrogano dirigenti, lavoratori e sindacati. Resta aperta, tra le altre, la domanda numero uno: il soprintendente di Pompei Pier Giovanni Guzzo deve ritenersi commissariato? Per molti il no ufficiale del ministro, che ha anzi rinnovato la stima al dirigente del sito, non corrisponde alla realtà. Ieri intanto qualche anticipazione sul commissariamento è arrivata durante il sopralluogo agli scavi di Pompei del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino. Il parlamentare campano, dopo aver ribadito che l'iniziativa del governo «si è resa necessaria per garantire la conservazione del sito», ha fatto sapere di aver chiesto al ministro Bondi che il commissario «abbia tra i suoi requisiti l'attaccamento al territorio campano». La situazione dell'area archeologica continua a precipitare: prima dell'ultima, inedita mazzata che si è concretizzata con il calo di visitatori (un -19 per cento peraltro addebitabile almeno in parte all'emergenza rifiuti in Campania), per la città antica una lunga teoria di allarmi e proteste: case chiuse al pubblico, vertenze infinite, fondi stanziati e persi, cani randagi, disagi, restauri sperati, programmati, mancati. Affreschi antichi divorati dalle erbacce. Restauratori in via di estinzione (l'ultimo mosaicista è appena andato in pensione). E accuse incrociate alla ricerca di colui, o coloro, che in calce alla figuraccia internazionale di Pompei, superstar dell'archeologia e calimero della gestione, ha, o hanno, messo la propria firma. La ricetta buona per Pompei, finora, sembra non averla imbroccata nessuno. La legge che nel '97, per volontà di Walter Veltroni, attribuì al sito archeologico vesuviano l'autonomia scientifica e amministrativa, non ha portato i benefici sperati. Undici anni dopo, di nuovo un ministro per i beni culturali traccia un quadro catastrofico e corre ai ripari. Allora la formula proposta fu l'autonomia e l'affiancamento di un city manager al soprintendente. Ora è il commissariamento, soluzione che lo stesso sottosegretario Giro ieri ha proposto anche per il Foro Romano e il Palatino. Sarà diverso? Sul caso Pompei il presidente dell'Osservatorio patrimonio culturale Antonio Irlando ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al ministro Bondi per chiedere più tutela per gli scavi. «La soprintendenza di Pompei ha finora fallito preferendo interventi sporadici e molto spesso frettolosi», dice Irlando. «Il coraggio dimostrato dal governo - aggiunge - non sia vanificato. Bastano i 70 milioni non utilizzati e gli oltre 20 che si incassano dalla vendita dei biglietti e dei servizi aggiuntivi, per dotare gli Scavi di infrastrutture e personale». Severo invece il giudizio di Claudio Calcara, segretario nazionale della Cisl beni culturali, sulla decisione di Bondi. «Trovo grave che su una materia tanto delicata non ci sia stato un confronto con i sindacati e si sia pensato di ricorrere al commissariamento proprio quando si è appena proceduto a un accorpamento».
CAMPANIA - Pompei. Il 25 luglio sarà il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi ad accompagnare il nuovo commissario
Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi ha annunciato la sospensione delle azioni di lotta contro la mafia organizzata a Pompei, a seguito di una legge speciale e una processione di city manager che non hanno funzionato. Il 25 luglio, il ministro Bondi sarà presente al sito insieme al nuovo commissario, che sarà incaricato di affrontare i problemi amministrativi e della sicurezza pubblica, di preservare il patrimonio artistico e di permettere che questo patrimonio sia a disposizione di tutti. Il commissario sarà anche responsabile della gestione del sito e della sua sicurezza. La decisione è stata accolta con scetticismo da alcuni, che ritengono che il commissariamento non sia la soluzione giusta per il sito.
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