Questione di giorni. Appena il tempo di vedere pubblicato in «Gazzetta» il decreto Beni culturali-Difesa-Demanio con i criteri per elencare e descrivere gli immobili di pregio artistico. Poi, entro i successivi 30 giorni, si metterà in moto la procedura per verificare la sussistenza o meno dell'interesse culturale del "mattone tutelato". Entro un mese, infatti, l'agenzia del Demanio dovrà trasmettere, alle soprintendenze competenti per territorio, gli elenchi degli immobili di proprietà dello Stato (o del demanio statale) da sottoporre a vantazione. La novità, in materia di alienazione dei beni artistici, è arrivata con l'articolo 27 della legge 3262003 (di conversione del cosiddetto decretone, contenente una consistente tranche della manovra economica per il 2004). L'obiettivo dichiarato è passare al vaglio il patrimonio pubblico (a cominciare da quello statale) di «interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico» in modo da continuare a tutelare quello che merita di esserlo. E classificare come vendibile tutto il resto. La valutazione sarà a carico delle soprintendenze le quali, se vorranno evitare che scatti il silenzio assenso, dovranno completare l'esame entro il tanto discusso termine di 120 giorni dalla richiesta. «Il decreto interministeriale che dovrà stabilire i criteri per predisporre gli elenchi e le modalità di redazione, oltre alle procedure per la loro trasmissione, sarà firmato al più presto, non appena avrà ricevuto il nulla osta dell'ufficio legislativo dei Beni culturali». Lo assicura Roberto Cecchi, direttore generale dei beni architettonici e del paesaggio, e incaricato dal ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, di portare avanti l'iniziativa in coordinamento con il Demanio e con il ministero della Difesa (per quanto riguarda le strutture ancora in uso ai militari). Il provvedimento attuativo è previsto dal comma 9 del citato articolo 27 della legge 3262003. In più, il solo ministero dei Beni culturali dovrà stabilire gli «indirizzi di carattere generale» in base ai quali le soprintendenze dovranno eseguire la famosa verifica. Per definire queste linee guida la legge 3262003 (articolo 27, comma 2) non prevede limiti di tempo, né indica un provvedimento particolare. Tuttavia, fa capire Cecchi, su questa materia non si devono attendere novità sostanziali rispetto alle procedure tuttora vigenti. «Le soprintendenze hanno già eseguito in passato valutazioni per stabilire l'alienabilità o meno di molti immobili, applicando il Dpr n. 283 del 2000 -ricorda sempre Cecchi -. Credo che non ci sia molto da aggiungere rispetto a questa norma». Il riferimento è al decreto del Presidente della Repubblica, che in 24 articoli riassume il «Regolamento recante disciplina delle alienazioni di beni immobili del demanio storico e artistico». Ma, soprattutto, il dirigente dei Beni culturali assicura che non si verificherà alcun ingorgo tale da paventare il rischio di far scattare il silenzio-assenso sui beni che meritano di restare di proprietà pubblica. «Questo rischio - sottolinea sempre Cecchi - sarà evitato grazie a un coordinamento strettissimo con il Demanio. In sostanza faremo in modo che le soprintendenze non vengano "sommerse" oltre misura dalle richieste di valutazione». Le nuove norme sulla alienazione dei beni culturali contengono anche una sorta di veto in grado di impedire la cessione. Il comma 4 del medesimo articolo (modificato in sede di conversione del decretone) prevede infatti la possibilità che «ragioni di pubblico interesse» possano impedire la sdemanializzazione. Tali ragioni vanno valutate «da parte del ministero interessato». Quest'ultima specificazione (aggiunta alla norma in sede dì conversione del decretone) sembra andare a vantaggio principalmente del ministero della Difesa, che in tal modo si vede riconosciuto un estremo appiglio per cercare di evitare la cessione di beni. Quanto alla lista degli asset vendibili, a essi verrà data la massima pubblicità, anche all'interno del sito del dicastero di Giuliano Urbani.
Immobili storici alienabili, elenchi in arrivo
Il governo ha pubblicato il decreto Beni culturali-Difesa-Demanio con i criteri per elencare e descrivere gli immobili di pregio artistico. Entro 30 giorni, l'agenzia del Demanio dovrà trasmettere gli elenchi agli immobili di proprietà dello Stato da sottoporre a vantaggio. La novità è arrivata con l'articolo 27 della legge 3262003, che dichiara l'obiettivo di passare al vaglio il patrimonio pubblico di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Le soprintendenze dovranno valutare l'alienabilità degli immobili e trasmettere gli elenchi entro un mese.
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