Nellarticolo «Competitività, ora difendere le riforme», apparso sul Sole 24 Ore del 22 giugno, Riccardo Viale esprimeva un giudizio positivo sulla proposta del ministro Claudio Scajola di azzeramento del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) a vantaggio di un orientamento delle risorse verso poche e chiare priorità di interesse strategico. Come rappresentanti di Mecenate 90 e Fondazione Rosselli, promotori del Manifesto «Italia, Paese della Cultura e della Bellezza», vorremmo esprimere alcune considerazioni. Il Parlamento dovrà esaminare e approvare il disegno di legge 11208, relativo alle disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, che rimodula, fra laltro, le risorse del Quadro strategico nazionale (Qsn) 20072013. Alle politiche culturali il Qsn assegnava risorse ingenti, determinanti per il conseguimento di obiettivi significativi per lo sviluppo del Paese, in particolare del Sud (884 milioni a beneficio delle otto regioni meridionali). Il Programma era dedicato alla tutela e alla valorizzazione dei sistemi di beni culturali e naturalistici per lo sviluppo delle "eccellenze" del patrimonio culturale, naturalistico e del sistema turistico. Vi era, inoltre, il Pan Qualità della vita, biodiversità e risorse culturali - Fas Centro-Nord, con una "dote" di 140 milioni per azioni a beneficio delle undici regioni e delle due province autonome del Centro-Nord. Tutto ciò è stato cancellato con il ddl 112o8. E se è opinione comune che i recenti programmi cofinanziati dallUnione Europea non hanno modificato sostanzialmente le condizioni generali del Mezzogiorno, a causa delleccessiva frammentazione in micro-interventi che ha reso inefficace lintervento pubblico, tuttavia questa valutazione deve essere rivolta alla programmazione di alcune Regioni, piuttosto che ai cosiddetti Programmi nazionali. Se liniziativa legislativa dei ministri Scajola e Tremonti fosse approvata dal Parlamento così comè stata presentata, senza una riflessione comune con le Regioni sulle priorità degli interventi, la stessa manovra perderebbe gran parte della sua efficacia. Inoltre, se è da condividere lidea di fondo che, anche nelle politiche nazionali, è opportuno concentrarsi su alcuni settori strategici, è altresì vero che, nel disegno legislativo presentato, le uniche due priorità che vengono cancellate sono i beni culturali e listruzione, mentre tutti i Paesi del mondo investono su formazione, economia della conoscenza e creatività. In questo contesto diventa più difficile realizzare una politica di sostegno allo sviluppo del turismo, se la principale componente dellofferta, il patrimonio culturale, non è assistita da risorse e progetti adeguati. Ha quindi ragione il ministro Sandro Bondi che incontrerà oggi una delegazione degli oltre 1.300 esponenti del mondo della cultura, delleconomia e della ricerca che hanno soottoscritto il Manifesto - nel chiedere ai suoi colleghi di valutare con maggiore attenzione i "tagli", prima di decretare che listruzione e la cultura sono "infrastrutture" a cui il Mezzogiorno, e lintero Paese, può rinunciare. Per questo ci pare ancor più opportuno ribadire il consiglio di Voltaire, che chiude il nostro Manifesto: «Bisogna saper coltivare il proprio giardino». fondazione Rosselli Associazione Mecenate 90
Cultura e territorio restino una priorità
Il ministro Claudio Scajola ha proposto di azzerare il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) e di orientare le risorse verso poche e chiare priorità di interesse strategico. I rappresentanti di Mecenate 90 e Fondazione Rosselli, promotori del Manifesto Italia, Paese della Cultura e della Bellezza, hanno espresso alcune considerazioni sul disegno di legge 11208, relativo alle disposizioni urgenti per lo sviluppo economico. Il Qsn 2007-2013 aveva assegnato risorse ingenti per lo sviluppo del Sud, in particolare per la tutela e la valorizzazione dei sistemi di beni culturali e naturalistici. Tuttavia, il ddl 11208 cancella queste risorse.
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