La vita quotidiana dellantica città distrutta dal Vesuvio riprodotta come in un videogame. E tempio virtuale dellarcheologia: ludico e istruttivo Un museo senza reperti, dove si vede ma di più si immagina. La vita quotidiana dellantica Ercolano è un videogioco. Allingresso si viene "scannerizzati" come una pagina di libro e riconosciuti grazie a un badge elettronico nelle varie tappe del percorso. I bambini si divertono già in questo giro di prova riservato ad alcune scuole al momento del taglio del nastro del MAV, il museo virtuale dellarcheologia, per anni una promessa, ora diventato realtà. In cunicoli bui lantichità si dipana come un percorso tra il ludico e listruttivo, in una immersione totale nel passato. Lo spettacolo è assicurato. Cè il pozzo da cui si calarono i primi operai borbonici che, invece dellacqua, trovarono le rovine della città distrutta dal Vesuvio, e agitando le mani pare di muovere lacqua che ricopre i mosaici. Cè il belvedere della Villa dei Papiri, da dove sembra di sentire spirare una brezza. La pittura muraria di Villa dei Misteri a Pompei che sempre con un gesto delle mani può essere scoperto fingendo di rimuovere il fango che la ricopre. E cè la nube di gas, una cortina che si può attraversare sempre virtualmente, con lillusione di ritrovarsene addosso la cenere. Dalla prossima settimana, assicurano gli organizzatori, si potranno sentire anche i profumi della Ercolano che fu, e da ottobre - il museo è ancora in fieri - finalmente si potrà assistere anche allo spettacolo clou della visita virtuale: leruzione vissuta in simultanea nelle città sepolte. Intanto è assicurato il "parental control" per i bambini nellarea che illustra e mostra i lupanari: al loro passaggio, le immagini degli antichi kamasutra lasciano il posto ad altre animazioni. Da ieri è aperto il MAV, il Museo archeologico virtuale, accolto con curiosità dagli abitanti di Ercolano come progetto che ri-animerà i flussi di turismo diretti verso la "sorella minore" di Pompei. Il museo, finanziato con fondi europei da Regione e Comune pari a 6 milioni di euro e con altri 3 milioni di euro e mezzo della Provincia, marcia in parallelo con la firma che risale a due giorni fa dellaccordo tra Santa Lucia e il sindaco di Ercolano Nino Daniele per lavvio di un progetto integrato per la riqualificazione della città vesuviana finanziato con 30 milioni di euro. Il MAV occupa i sotterranei di una ex scuola superiore di proprietà della Provincia in via IV Novembre, 44, la Iaccarino, a cento metri dallarea archeologica ercolanese, dal 2003 oggetto di un intervento di riqualificazione come centro polifunzionale gestito da una fondazione, la "Cives", creata ad hoc da Provincia e Comune. Il museo si presenta come spazio "reversibile" dove, oltre alla mostra permanente che sarà attiva fino alle 19, prossimamente ne potranno essere ospitate altre di genere diverso nelle ore serali. Le 70 installazioni multimediali del museo sono opera di Capware, la ditta di Gaetano Capasso che già in passato, lavorando con il precedente sindaco Luisa Bossa, aveva realizzato ricostruzioni di monumenti pompeiani ed ercolanesi, ma ha lavorato anche agli "effetti speciali" delle trasmissioni di Quark. Il progetto, in piedi da tre anni, è stato sostenuto dal massmediologo Derrick de Kerckhove, che ieri da presidente del comitato scientifico ha presentato il museo in teleconferenza da Roma, dopo gli interventi di Daniele, Dino Di Palma, Gabriella Cundari in sostituzione di Bassolino, e del direttore del museo Valter Ferrara, che proviene dalla Direzione politiche culturali della Provincia. Il museo ospita anche una installazione dellartista napoletana Anna Maria Pugliese. Il MAV è aperto dalle 9 alle 17, chiuso il lunedì, il biglietto costa 7 euro, ridotto 4 (info 081 19806511; www. museomav. com).