Non è stato chiesto il parere agli uffici di Palazzo Reale Ristoratori beffati: quanta amarezza Sigilli ai gazebo, in via Partenope. Una leggerezza del Comune, unestrema attenzione della Soprintendenza e il pasticcio è fatto. Scende in campo la Procura e, in piena stagione estiva, sequestra tutti i nuovi bersò dei ristoranti sul lungomare. Un sequestro che sfiora il paradosso: le pizzerie di fronte a Castel dellOvo hanno rinnovato questa primavera le strutture esterne e vantano unautorizzazione nuova di zecca del Comune, per ogni tavolino, tenda, ombrellone, sedia che è sul marciapiede. Ma è proprio lautorizzazione ad essere fasulla. Carta straccia. Palazzo San Giacomo si dimentica il passaggio - obbligatorio - di Palazzo Reale che dà il via libera al restyling dei chioschi: il parere della Soprintendenza. Che incassa il colpo, presenta un esposto in Procura e blocca tutto. I lavori risalgono a meno di tre mesi fa. Il tratto di strada interessato è piccolissimo, ma cruciale, dalle scale del Chiatamone allex sede della facoltà di Economia e commercio, un marciapiede in cui si fatturano 20 milioni di euro lanno, 800 posti ai tavoli, 100 lavoratori. Per contrastare "tavolino selvaggio" il Comune aveva chiesto ai ristoratori di montare strutture mobili tutte uguali sistemate sul marciapiede, in legno, con un tetto telecomandabile. Era stato proprio lex assessore al Decoro urbano, Elisabetta Gambardella, a porre le condizioni. I gazebo sono costati dai 16 mila ai 25 mila euro. E ora sono illegali. Il pm, Milena Cortigiano, ha dato mandato ai vigili della polizia giudiziaria e ai colleghi della VI unità operativa, coordinati in questoccasione dal tenente Gennaro Frate, di sequestrare tutto. Sigilli alle strutture nuove di zecca, che dovevano sanare lillegalità su via Partenope. Tra le irregolarità ci sono semplici aspetti estetici come il tipo di legno usato (troppo scuro per la Soprintendenza) ai dettagli tecnici. Nellordinanza il Comune da un lato parla di gazebo e dallaltro dà autorizzazioni a strutture anche di 56 e 80 metri quadri, pur sapendo che tecnicamente un gazebo non può superare i 25 metri quadri. Il sequestro, per ora, è solo preventivo e lascia ai ristoratori la facoltà duso, ma la magistratura potrebbe confermare i sigilli e costringere i commercianti a smantellare tutto. «Quanta amarezza. In questa città fare qualcosa di positivo diventa davvero difficile. In un momento di crisi abbiamo deciso di investire dei capitali: questa è la ricompensa? - si sfoga il coordinatore dei ristoratori, Antonino Della Notte, titolare di "Antonio Antonio" e "Gusto Gusto" - Noi abbiamo tutte le autorizzazioni e spero che si risolva tutto nel migliore modo possibile». Ancora più duro Antonio Pace, presidente Ascom, che dà un colpo al Comune «troppo spesso va a ruota libera» e uno alla Soprintendenza «non può dire sempre no a tutto, impedendo così lo sviluppo della città». Intanto il nuovo assessore allArredo urbano, Luigi Imperlino, replica secco: «È stato approvato un progetto conforme alle norme urbanistiche, le strutture non interessano palazzi sottoposti a vincoli e non è previsto alcun parere della Soprintendenza». Ma intanto il Comune parla di un futuro regolamento di «riordino generale» e blocca le richieste di gazebo di altri ristoranti di via Partenope e anche di via Nazario Sauro.