A quale epoca risale la scultura bronzea che raffigura la Lupa, simbolo di Roma e delle sue epiche origini? Un mistero che da sempre affascina e divide studiosi di mezzo mondo. Lopera possente che troneggia in Campidoglio a celebrare la leggenda di Romolo e Remo, abbandonati in balia del Tevere e svezzati dalla fiera, è stata di volta in volta attribuita allarte etrusco-italica, magno-greca, romana. Senza mai certezze. Oggi quellenigma pare abbia trovato una soluzione. Tanto clamorosa quanto dirompente, maturata al Centro per la datazione e la diagnostica dellUniversità del Salento. I ricercatori di uno dei più attrezzati laboratori scientifici italiani in questo genere di attività hanno stabilito attraverso lanalisi al radiocarbonio che la scultura sarebbe di epoca medievale, dunque molto più recente di quanto finora ritenuto. La scoperta dellUniversità pugliese, anticipata ieri su Repubblica da Adriano La Regina, ex soprintendente ai beni culturali di Roma, avvalora la tesi sostenuta da Anna Maria Carruba, storica dellarte e restauratrice, fra le maggiori esperte nello studio e nel recupero dei metalli antichi. È stata la studiosa, due anni fa, a suscitare lattenzione internazionale, sostenendo che la fusione a cera persa col metodo diretto in un solo getto, tecnica utilizzata per la scultura della Lupa, è propria dellepoca medievale: studi che quindi oggi sembrano trovare conferma nelle analisi del laboratorio dellateneo salentino. La scoperta made in Puglia ha tuttavia riscosso i dubbi di Claudio Parisi Presicce, direttore dei Musei Capitolini, secondo il quale, mentre è certa una serie di parametri - come la provenienza del metallo e la relativa composizione - il dato del radiocarbonio non è attendibile perché il "range" cronologico risulterebbe troppo ampio.