Regione, il ministero vieta le consulenze Sicilia "inadempiente" per non aver trasmesso i dati. Caos a Palazzo dOrleans Retromarcia sulla Valle dei templi il piano dellassessore non esiste Bocciati anche la Provincia etnea e metà dei Comuni Ilarda: "Siamo in attesa di parere" EMANUELE LAURIA -------------------------------------------------------------------------------- Lultimo giro di vite di Brunetta minaccia linfornata di esperti, collaboratori e consigliori lanciata dalla nuova giunta regionale. E crea imbarazzo, incertezza sul da farsi. Lamministrazione di Palazzo dOrleans, per ora, si rifugia in un parere giuridico già chiesto allufficio legislativo e legale. Ma quelle norme si applicano anche in Sicilia? Di certo, il ministro per la Funzione pubblica ha fatto un censimento di tutti gli enti che non hanno comunicato allanagrafe delle prestazioni lelenco dei propri consulenti. E fra le sei Regioni inadempienti, per quanto riguarda i dati del 2006, cè la Sicilia. Il dicastero, sul proprio sito Internet, precisa che le amministrazioni non in regola, fra cui quella isolana, «non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono». Nei fatti, è uno stop ai contratti di consulenza di cui gli assessori stanno facendo largo uso in questi giorni. Se il governatore Raffaele Lombardo, infatti, non ha ancora assegnato alcun incarico, non altrettanto si può dire dei suoi collaboratori: il vicepresidente della Regione Titti Bufardeci ha scelto il noto costituzionalista Giovanni Pitruzzella, per anni collaboratore di Cuffaro, lassessore al Bilancio Michele Cimino ha scelto il docente di diritto finanziario Andrea Parlato, il membro del Cga Romolo Cipolla e Fabrizio De Nicola, proveniente dallIrcac. Un altro assessore forzista, Francesco Scoma, ha designato un esperto del sistema socio-sanitario (Enzo Gargano) e uno di politiche sociali (Salvino Vitaliti). Pippo Gianni, titolare dellIndustria, ha indicato lingegnere Patrizia Livreri e Giuseppe Liberto, che darà un contributo - spiega lassessore - soprattutto nel campo della fiscalità di vantaggio. Ogni assessore può nominare tre consulenti, che percepiscono un compenso di 2.065 euro al mese. Più contributi previdenziali, rimborso delle spese sostenute per i viaggi e la permanenza fuori sede. Molte le caselle libere, e gli assessori ora si interrogano sulla possibilità di assegnare nuovi incarichi e sulla legittimità di quelli già affidati. Anche perché unaltra legge statale, lultima Finanziaria di Prodi, prevede unaltra forma di pubblicità delle consulenze non osservata dalla Regione: lutilizzo del sito Internet dellamministrazione per far conoscere nomi e compensi dei professionisti ingaggiati. Non ha fatto alcuna nomina il magistrato Giovanni Ilarda, assessore alla Presidenza che ha chiesto un parere «urgentissimo» allufficio legislativo e legale della Regione sullapplicabilità o meno in Sicilia della norma statale. «Ho già predisposto una circolare - spiega Ilarda - che prevede che la disciplina nazionale si estende anche nellIsola. E che, dunque, stabilisce il blocco delle consulenze finché la Regione, inadempiente nel 2006, non si mette in regola con gli obblighi di pubblicità agli incarichi previsti dalla legge del 2001. Ma ho avuto il dubbio che, in questa materia, prevalga la legislazione siciliana. E ho chiesto conforto allufficio legale: se mi dirà che la legge si applica in Sicilia, scatterà lo stop agli incarichi. Se il parere sarà invece negativo, dovremo rispettare le prerogative statutarie». Questione non di poco conto, che riguarda anche altri enti inadempienti: nella black list di Brunetta, riferita sempre al 2006, cè anche la Provincia di Catania (allora amministrata proprio da Lombardo) e quasi la metà dei Comuni siciliani. Nei giorni scorsi anche il presidente delle sezioni riunite della Corte dei conti, Maurizio Meloni, aveva invitato a limitare la spesa per le consulenze esterne. Rilevando che nel 2007 gli incarichi conferiti negli uffici di gabinetto sono stati 51, per una spesa di 846.481 euro.