Pubblico ludibrio in Giappone, coi media scatenati, perché lì fare un graffito su un monumento è tabù sul serio. Ma il mostro andava sbattuto in prima pagina anche in Italia: ieri la 19enne studentessa giapponese che ha scritto il suo nome su una colonna del Duomo di Firenze (come centinaia di altre persone di tutto il mondo) è venuta in città, accompagnata dal suo rettore della Gifu University e due insegnanti, per scusarsi (darà pure 600 euro all'Opera del Duomo) e ricordare l'anniversario delle bombe su Gifu, città gemellata con Firenze. Giro ufficiale in Palazzo Vecchio, salita sulla Torre di Arnolfo, sventolamento della bandiera della pace mentre suonava la Martinella. E conferenza stampa in pasto ai giornalisti: la giovane ha tremato e pianto tutto il tempo, mentre i rappresentanti istituzionali si scambiavano doni. Più veniva rassicurata («ti perdoniamo»), più piangeva. In perfetto stile Maria De Filippi: spettacolarizzazione dell'intimo. Giusto riprendere chi imbratta i monumenti, ma tutto questo era proprio necessario?