L'immagine che viene in mente è quella di una stanza buia, dove il volto ovale della Vergine, dipinto sulla tela, risplende col suo manto blu nel silenzio di una sala vuota, e soprattutto senza turisti. Già, senza turisti. Perché la prima settimana di luglio se n'è andata, e una delle opere più belle e importanti del pittore Antonello da Messina, «l'Annunziata», continua ad essere interdetta al pubblico per via della chiusura di Palazzo Abatellis, dove è ospitata presso la Galleria regionale della Sicilia. Ecco perché quell'immagine: dal 29 gennaio scorso, a causa dei lavori di restauro, il museo è off limits per tutti i visitatori, che dovranno così rinunciare anche alle altre opere situate in uno degli edifici più significativi dell'architettura gotico-catalana nella Sicilia occidentale. Gli interventi dovrebbero terminare entro il prossimo dicembre, ma poter restituire ai turisti quel patrimonio culturale, conservato nel cuore del quartiere della «Kalsa», in via Alloro, appare una possibilità più che remota. L'unica alternativa sarebbe quella di trasferire alcune delle opere più importanti presso altre strutture. «Ma bisogna fare presto - afferma Bernardo Tortorici, presidente dell'associazione Amici dei musei siciliani - un grande traguardo sarebbe quello di rendere fruibili gli affreschi in occasione del prossimo festino». Tortorici, assieme ad altre associazioni come Dimore storiche, Italia nostra, Legambiente salvalarte, Fai e la fondazione Salvare Palermo, aveva già manifestato a inizio anno, in previsione della chiusura di Palazzo Abatellis, la necessità di salvaguardare il patrimonio culturale del museo. La Soprintendenza ai beni culturali avrebbe vagliato anche la possibilità di spostare provvisoriamente 1' opera presso l'Albergo delle Povere, ma al momento resterebbe soltanto un'ipotesi. «Il luogo ideale sarebbe invece il museo diocesano sostiene Tortorici- sia perché vicino alla Cattedrale, sia perché consono al tema religioso del quadro. E la struttura ne guadagnerebbe in pubblicità». Una proposta che trova d'accordo la direttrice di Palazzo Abatellis, Giulia Davi: «Abbiamo dato la nostra piena disponi- . bilità - spiega - ma adesso non possiamo che attendere nuove direttive dalla Regione». E proprio il nuovo governo siciliano è già al lavoro per trovare una via d'uscita, anche perché proprio l'Annunziata manca dal capoluogo da parecchio tempo, considerato che la scorsa estate fu «in viaggio»perl'Italia, daTaormina aMilano, in occasione di mostre e conferenze di studio. «La prossima settimana - afferma l'assessore regionale ai Beni culturali, Antonello Antinoro - e in programma un incontro per censi-re lo stato di tutte le strutture dell' Isola. Faremo un punto della situazione e cercheremo di trasferire le opere più importanti di Palazzo Abatellis presso altre sedi opportune. L'idea di fondo è che comunque quest'anno resteranno nel capoluogo». Di certo, al momento c'è che l'edificio realizzato sul finire del quindicesimo secolo come residenza di Francesco Abatellis, «maestro Portulano del Regno», e divenuto sede del museo intorno al 1954 grazie agli adattamenti di Carlo Scarpa, questa estate rimarrà chiuso. E così, il patrimonio culturale di Palermo resterà orfano dell'ultima opera portata a termine da Antonello da Messina, tra i primi, in Italia, ad adotta-i re la tecnica fiamminga della pittura a olio, scomparso nel 1479 proprio nel capoluogo peloritano. Un quadro, quello della Vergine Annunziata, nel tempo oggetto di ricerche approfondite, tanto da essere sottoposto ad una Tac, che ha permesso di scoprire, «nascosto» sulla tela, un altro viso di donna, più grezzo e privo della gentilezza della Vergine dipinta che costituisce, con la sua purezza, un capolavoro.