«Dovrebbe avere la piena disponibilità di risorse finanziarie, autorevolezza nelle decisioni, non deve scendere acompro -messi con le istituzioni né con i sindacati, e incidere sulle condizioni del contesto territoriale». Nicola Spinosa, soprintendente al Polo museale di Napoli, in attesa della nomina del commissario per l'emergenza dell'area archeologica di Pompei, annunciato da Sandro Bondi, ministro per i Beni culturali, ne traccia un proprio personale identikit. E premette: «Io sono per i commissari. Non uno solo, abbiamo tanti monumenti in Campania. Se a Bondi facessero fare una passeggiata da cittadino, non da ministro, si renderebbe conto di quante cose non vanno, sulle quali è urgente intervenire». Dopo il San Carlo, Pompei, che altro c'è ancora da commissariare? «A Pompei e Ercolano ci sono gravi rischi. Il problema non so -no gli scavi ma quello che c'è intorno: una ragnatela di incuria, rapine, abbandono, intrecci di affari. Personale assunto nel modo sbagliato, mal pagato. È questo che incide negativamente sulla gestione del patrimonio storico e artistico, che invece, deve funzionare come un'azienda. Anche il Museo Archeologico avrebbe bisogno di un commissario. Ce ne vorrebbe uno per la Reggia di Caserta, che è una vergogna per gli ambulanti che sostano all'esterno, non parliamo poi di quello che succede nel parco. A Palazzo Reale di Napoli, c'è una grande confusione, uffici tanti e di enti diversi. E mettiamoci anche Capodimonte, così non corro il rischio di passare per corporativo». Molte delle questioni di cui parla, attengono all'ordine pubblico, dovrebbero riguardare il prefetto, il questore, le forze dell'ordine. Allora, un commissario-poliziotto? «No, ma nemmeno servono altri archeologi o storici dell'arte. Ci vogliono persone preparate su arte e cultura e che sappiano anche governare processi di tipo socio-economico. Firenze è una città sicura, ma finisce di esserlo se attorno alle sue bellezze artistiche cresce il degrado sociale e civile». Il grande successo dei concerti in piazza del Plebiscito, domani (oggi per chi legge ndr) Pino Daniele, non sono il segno di una voglia di riscatto? «Possiamo fare mille eventi, mille mostre, ma se il tessuto urbano resta com'è, non cambia nulla». L'identikit del commissario? «Ci vuole un commissario speciale, che abbia pieni poteri, e che sappia usarli». Ma salverà Pompei? «Pompei non si salva, se fuori resta il degrado».