Chi immagina di trovare - al Castello Baradello "impacchettato" - i muratori con il cappellino di carta da giornale in testa e la carriola con il cemento è fuori strada. La ristrutturazione della Rocca del Barbarossa è in mano a un gruppo di specialisti in tuta bianca, che dai primi di aprile la stanno piano piano riportando al suo splendore. Ma il cantiere riserva una novità. Da ieri infatti nell'area sottostante la torre medievale, nei pressi della cosiddetta Palazzina del Duca, sono iniziati gli scavi archeologici, per cercare di ricostruire e datare le strutture esistenti per capire meglio come funzionava il sistema di fortificazione della città del quale il Baradello era il perno. I primi colpi di piccone sono stati dati ieri, alla presenza del direttore dei Musei civici Lanfredo Castelletti, dell'assessore alla Cultura Sergio Gaddi e del collega alle Grandi opere Fulvio Caradonna, sotto l'occhio esperto di Giampietro Brogiolo dell'Università di Padova, che guida un gruppo di studenti dell'Università dell'Insubria e dell'Università di Padova. Gli scavi, che dureranno tre settimane, sono eseguiti in regime di concessione ministeriale assegnata ai Musei civici, sono sostenuti economicamente dal Parco regionale Spina verde e da un paio di "sponsor" privati, per un costo stimato di 8 mila euro. La valutazione prevede, oltre ai saggi di scavo, anche una prospezione dell'area utilizzando il Gpr (Ground Penetrating radar). Il tutto, come ha sottolineato Gaddi, «per arrivare a nuovi approfondimenti storici, fondamentali per la costruzione dell'identità della città futura». I lavori di restauro in corso sono quelli del primo lotto, che consiste nella pulizia e nel consolidamento della torre e nella realizzazione di una "Gabbia di Faraday", dispositivo che serve a preservare il monumento dai danni causati dai fulmini. Al termine di questa fase verrà riposizionata la scala esterna, che però sarà in metallo. Poi verranno appaltati gli altri due lotti di lavori, uno per l'impianto di illuminazione della torre e delle mura esterne (a basso consumo energetico), l'altro per il restauro dell'interno e il rifacimento del tetto. Il castello sarà così pronto per trasformarsi in "Torre del tempo", ovvero un circuito museale dove sarà possibile osservare, mentre si sale, le ricostruzioni storiche della città nei secoli. Il progetto prevede infine l'installazione di una centralina meteorologica e di una stazione internet con webcam. Il recupero del Castel Baradello si colloca all'interno del progetto finanziato con fondi interreg dell'Unione europea, denominato "Un progetto per due castelli (Baradello e Mesocco- Cantone Grigioni)", per la creazione di un circuito turistico transfrontaliero della storia delle tattiche militari e delle strategie di difesa. Complessivamente il progetto ammonta a 885 mila euro, di cui 500 mila finanziati dalla Ue attraverso la Regione, 200 mila dal Comune, 110 mila dalla Provincia e 75 mila euro dalla Spina Verde. I lavori del primo lotto dovrebbero concludersi in autunno, ma per poter nuovamente accedere al Baradello bisognerà attendere la primavera del 2009.
Como - Ma Che tempo che fa? Dal 2009 lo dirà il Baradello
I lavori di restauro del Castello Baradello sono in corso. Un gruppo di specialisti in tuta bianca sta riportando al suo splendore la torre medievale. Inoltre, sono iniziati gli scavi archeologici sottostanti la torre, per ricostruire e datare le strutture esistenti. Gli scavi sono stati autorizzati dal Ministero dei Beni culturali e sono sostenuti da fondi regionali e privati. I lavori prevedono la pulizia e il consolidamento della torre, la realizzazione di una "Gabbia di Faraday" per proteggere il monumento dai fulmini, e la riposizionamento della scala esterna. Il progetto prevede anche l'installazione di una centralina meteorologica e di una stazione internet con webcam.
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