Quando alle Scuderie del Quirinale e Palazzo delle Esposizioni si sente che forse arriverà Philippe Daverio cadono le braccia. Una cosa del genere non avverrebbe né in America né in Inghilterra e probabilmente nemmeno in Francia o in Germania o in Svizzera. Daverio è un rispettabilissimo signore che però non ha nel suo curriculum nessuna esperienza museale. Quello che rende il curriculum di Daverio rispettabile è la fama guadagnata sugli schermi della televisione che oggi in Italia equivale ad un vero e proprio Ph.D in storia dellarte e direzione di museo. Questo però accade perché prima, dalla sinistra, nella stessa posizione sono stati sistemati individui altrettanto rispettabili ma altrettanto privi di un curriculum che giustificasse il loro ruolo. Anche se a forza di occupare poltrone di ogni tipo la sinistra ha costruito curriculum virtuali che altrettanto virtualmente giustificavano le sue scelte. Tizio è stato sovrintendente al teatro di Parma, presidente dellAccademia di Milano, e Direttore della Fondazione Panini di Modena, quindi ha tutti i titoli per essere ora Presidente del Teatro di Genova. Senza però dire che Tizio fin dalla prima carica non aveva mai avuto nessuna competenza. Le decisioni e le scelte in Italia non avvengono più, forse non sono mai avvenute, secondo criteri di professionalità o qualità. Ma, banalmente, sulla base di punteggi ottenuti o allinterno di una struttura politica come il vecchio Pci, Ds, Pd e futuro Dnp (Di nessun partito) o facendo riferimento ai dati Auditel. Il Ministro dei Beni Culturali Bandi può quindi ventilare in base ad un comunicato Ansa lipotesi di «punire» un professionista del calibro del professor Salvatore Settis solo per aver detto la verità: il ministero dei Beni culturali è alla frutta. E se il curriculum indiscutibile di Settis gli aveva permesso di venire confermato da Bondi, lui che era stato nominato a capo del Consiglio superiore per i Beni culturali da Rutelli, la debolezza del sistema culturale figlio della sinistra lo espone ai malumori del sottosegretario Giro. La sinistra, dal canto suo, è capace di tenere in vita incompetenti terminali anche dopo che si sono mangiati anche la frutta solo in base alla data di iscrizione al partito. Le idee per la destra diventano opinioni e le opinioni per la sinistra diventano idee. Rassegne stampa, televisione e politica come il fondamentalismo in Pakistan hanno violentato la cultura italiana in nome di un Dio bipartisan. La destra è cialtrona, basti pensare al neo-sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi e alla sua ridicola giunta con assessorati al nulla. Tutto pur di guadagnare 3 cm quadrati su un giornale. La sinistra è chirurgica. Taglia, cuce incolla lì dove gli serve guadagnare 3 cm quadri di cuscino. Un amico adepto del Pd con il quale esternavo le mie rimostranze per scelte scriteriate riguardo la nomina di un futuro direttore per unimportantissima istituzione museale italiana nel nord-ovest mi rispondeva che questa "possibilissima" scelta faceva parte di quellinfausto domino politico del quale siamo vittime. Il signor X, contro il quale mi animavo, veltroniano storico e transfuga di un museo capitolino finito sotto le grinfie di Alemanno è, secondo il mio amico, uno di questi nomadi che devono essere, mi ha detto, «piazzati» (sic). Così a forza di piazzare i suoi profughi la sinistra ha fatto piazza pulita di tutto e lasciato via libera alla destra di fare quello che vuole come vuole e come crede: è solo questione di simpatia. Non lamentiamoci dei Barbareschi per la Festa del cinema di Roma, degli Squitieri allIstituto Luce. Se la sinistra sogna i Chiambretti alla direzione della Rai, i Fazio come presidenti della Biennale di Venezia e Jovanotti come direttore artistico della Scala. Il Dio della sinistra ha creato il suo Adamo e quello della destra la sua Eva, dando a tutti gli italiani con il nuovo e il vecchio Dna il diritto e lobbligo e la possibilità di rimanere fottuti.