ATTACCHI Il Popolo della Libertà, nelle persone del sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro della parlamentare Gabriella Carlucci (entrambi Forza Italia) rivendica a gran voce la testa di Salvatore Settis dallincarico di presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali. La ragione ufficiale sarebbe una «scorrettezza istituzionale», la si può tradurre in censura bella e buona. Perché lo studioso ha osato criticare a mezzo stampa i devastanti tagli alla cultura previsti da Tremonti invece che nelle protette stanze del ministero. Ma se il ministro Bondi pare non abbia intenzione di cacciare Settis lo incontra stamattina al Senato e se la rivendicazione dei sottosegretari si scontra con i pareri in difesa dello studioso di Pd, associazioni come Italia Nostra e il Fondo per lambiente italiano, sindacati, il duo Giro-Carlucci a sorpresa incontra anche lopposizione del capogruppo in commissione cultura alla Camera Fabio Granata, di An: «Condivisibili le critiche di Settis, che è insostituibile». E dallo scontro interno al Pdl si evince una ragione profonda per cui a Giro non piace il direttore della Normale di Pisa, archeologo, di origine calabrese, unautorità internazionale. Lo rivela il sottosegretario stesso che vuol portare il caso al consiglio dei ministri: «Su Settis non mi sorprende la posizione di Granata visto che lonorevole è ostinatamente contrario alla realizzazione del Ponte di Messina». E siccome Settis non sarebbe entusiasta del Ponte sullo stretto... «Il Ponte non centra», ribatte Granata. Però lo ha tirato in ballo Giro... Necessario promemoria: Settis fu nominato presidente nel giugno 2006 dallallora ministro Rutelli intenzionato a restituire un ruolo allautorevole organo consultivo (dà parere su questioni importanti) dopo che Urbani laveva svuotato e annientato. Settis, da presidente del Consiglio dei beni culturali, non ha mai lesinato critiche a mezzo stampa al «suo» ministro Rutelli. Il quale ministro, né altre forze del governo Prodi o sottosegretari si sono mai sognati di voler censurare o cacciare il professore. Professore e Consiglio superiore che Bondi, insediatosi nella sede del Collegio romano, ha peraltro confermato senza badare allo spoil system. Ma per Giro e Gabriella Carlucci, Setti s ha commesso uno sgarbo imperdonabile: sul Sole24ore ha segnalato che con i tagli previsti da Tremonti da ora al 2011, tra recupero per lIci e il decreto legge 112, il ministero perderà quasi un miliardo di euro facendo precipitare una struttura già pericolante che già troppe volte non ha soldi per mandare in «missione» i funzionari (e ad esempio verificare che un bene culturale è tale e quindi nessuno potrà fantasticare di darlo a privati). Con quei tagli, inclusi di fondi stanziati da Prodi per abbattere ecomostri, secondo Settis non si potranno recuperare paesaggi degradati, proteggere quel poco di intatto rimasto, tenere aperti musei, promuovere restauri: è, accusa, un disegno politico «diametralmente opposto a quello delineato dal ministro alla Camera», quei tagli «mettono in mora» il ministero. Bondi stupito ha risposto sul quotidiano finanziario che il governo non vuole dismettere e che lui vuole solo «razionalizzare» le spese. La Carlucci non perdona: il professore ha «esercitato il sacrosanto diritto di cronaca» ma «in sede impropria» e, «molto grave, non condivide la linea del ministro». «Queste richieste di dimissioni lasciano il tempo che trovano, il ministro aveva già confermato con liberalità fiducia in Settis, il 16 ci riuniamo», commenta Cesare De Seta, membro del Consiglio. E Gianfranco Cerasoli, della Uil, anche lui nellorganismo: «Settis ha solo denunciato la situazione reale e quello che appare come un terremoto, presenterò una mozione sui tagli. «È censura secondo unidea arrogante di concepire il rapporto delle competenze culturali», interviene la senatrice del Pd Vittoria Franco.
MINISTERO - SETTIS Beni culturali, scontro nella maggioranza su Settis
Il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro e la parlamentare Gabriella Carlucci (entrambi Forza Italia) hanno rivendicato a gran voce la testa di Salvatore Settis, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, a causa di una "scorruttura istituzionale" e di una "censura bella e buona". Settis aveva criticato i tagli alla cultura previsti da Tremonti, che secondo lui sarebbero devastanti per la struttura del ministero. Il ministro della Cultura, Bondi, non ha intenzione di cacciare Settis, ma Giro e Carlucci hanno chiesto le sue dimissioni.
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