BRESCIA - Volendo, trattasi delleterno dilemma tra lantico e il moderno: quale dei due valori ha la precedenza? Il «frontale» pericoloso avviene nelle viscere di Brescia, più precisamente in piazza Vittoria: qui la «talpa», vale a dire il gigantesco macchinario che sta scavando il tunnel della futura metropolitana si è trovato a tu per tu con una costruzione medievale. La decisione del Comune è quella di smontare il manufatto, pietra su pietra e custodirlo in qualche magazzino. Ma Italia Nostra ha presentato un esposto alla Procura con il quale chiede lo stop dello scavo e il salvataggio dei resti della torre medievale, un bene ambientale da proteggere e conservare. E qui sta il busillis, perché il Comune sostiene che quel quadrato di pietre massicce, proprio secondo il Ministero e la Sovrintendenza non sarebbe un «tesoro di famiglia» dei bresciani, ma «una costruzione di secondaria importanza». Dunque che può tranquillamente cedere il passo al treno del futuro. In senso letterale e metaforico. Sullo scavo della metropolitana Brescia si gioca molto della sua immagine dì città provinciale ma allavanguardia: iniziata dallamministrazione di centrosinistra, quelli del centrodestra subentrati a Palazzo Loggia potrebbero avere lonore del taglio del nastro della gigantesca opera, previsto nel 2012. A patto che i tempi vengano rispettati e su questo lalt richiesto da Italia Nostra, con lesposto firmato dal presidente Giovanni Losavio e dallavvocato Ezio Bettinelli, potrebbe pesare. Lassociazione, oltre a ritenere quelledificio una torre medievale con tutti i crismi, ravvisa nella demolizione «gli estremi di reato di cui allarticolo 130 del codice dei beni culturali, aggravato da quello di danneggiamento». Il provvedimento con il quale il 17 giugno scorso il ministero ha ritenuto le pietre rinvenute nel ventre di piazza Vittoria soltanto, «resti di torre medievale» è ritenuto dallassociazione «contradditorio e inadeguatamente motivato e non idoneo a far cessare la speciale protezione» dovuta alle vestigia storiche. Da qui la richiesta alla Procura di intervenire con urgenza per fermare la demolizione. Che proprio in questi giorni è in corso e che ha come fine - dicono in Comune - la catalogazione dei pietroni e il loro deposito in un magazzino. Con un provvedimento analogo Italia Nostra chiede inoltre al Tar del Lazio di annullare il provvedimento con il quale il Ministero ha dato il via libera al gigantesco «Lego» di piazza Vittoria. Mario Labolani, da pochi mesi assessore ai Lavori pubblici è di diverso avviso: «Quella in cui si è imbattuta la "talpa" non è una torre medievale, ma quel che resta delle sue fondamenta. Non lo sosteniamo noi, ma proprio il parere che ci è stato fornito da Ministero e Sovrintendenza. La vera torre probabilmente è sparita nel corso di scavi effettuati decine e decine di anni fa». Lipotesi allo studio in Comune è quella di realizzare, una volta che la metropolitana sarà in funzione, una ricostruzione virtuale del sito medievale, proprio nella stazione di Piazza Vittoria, prevista più o meno nel punto del contestato scavo. «In effetti la ricostruzione sarebbe molto difficile, perché la pietra usata è molto fragile. Ma non siamo degli Attila; quando ci siamo imbattuti in testimonianze preziose del passato, come ad esempio nella zona di San Faustino, il tracciato della metropolitana è stato modificato», conclude Labolani.
BRESCIA - Torre medievale nel metrò Italia Nostra: alt ai lavori .
A Brescia, il Comune ha deciso di smontare un manufatto medievale trovato nella piazza Vittoria durante lo scavo della metropolitana. L'associazione Italia Nostra ha presentato un esposto alla Procura chiedendo lo stop dello scavo e il salvataggio dei resti della torre medievale. Il Comune sostiene che il manufatto non è un tesoro di famiglia dei bresciani, ma una costruzione di secondaria importanza. Italia Nostra ritiene che la demolizione sia un reato di danneggiamento e ha richiesto l'intervento della Procura.
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